Contributor

Messaggi: 3.416
Iscritto il: 08/07/2006
LocalitĂ : Parts Unknown
Iscritto il: 08/07/2006
LocalitĂ : Parts Unknown
Planet X - Genesis

[glow=red]LA CONFEZIONE[/glow]
La Planet X parte subito bene con una scatola patinata, con apertura anteriore a vetrina munita di calamite, dal design molto ispirato (il petto del Genesis sul fronte, una bella illustrazione sul retro - proprio come le vecchie scatole G1-, immagini del robot e delle sue trasformazioni all’interno dei risvolti anteriori), a sua volta avvolta in una brownbox; a parte viene fornita una seconda scatolina che contiene i 5 led.
La scatola è collector-friendly, senza nastri adesivi di sorta, e all’interno contiene il Genesis in robot mode, un sacchettino con una serie di piccoli pezzi che vanno ad aggiungere dettagli al robot una volta inseriti in alcuni dei fori per le viti, le istruzioni (che sono grandi quanto la scatola) e una card con le tech specs simile a quelle che normalmente vengono allegate ai TF giapponesi.
[glow=red]IL ROBOT[/glow]
Il Genesis è un bestione alto ben 34cm alla testa (addirittura 41,5cm alla punta delle “ali”). Il design del robot è praticamente identico alla controparte apparsa nel videogioco War for Cybertron, con alcune notevoli eccezioni: la testa, che non solo non presenta il viso scolpito ma è anche leggermente diversa nel posizionamento del “respiratore” frontale, e le “ali”, che nel videogioco sono costituite da strati sovrapposti di tubi sottili, mentre in Genesis sono due grossi blocchi singoli.
Lo sculpt è eccellente e molto curato, con i dettagli scolpiti abbastanza in profondità da risaltare anche senza un wash come quello applicato per esempio a Unicron 2010. Il paintjob è ridotto all’osso (praticamente solo qualche sporadico dettaglio rosso) visto che l’intero modello è costruito con interessante tecnica fatta di applicazioni esterne: i particolari sulla pinza, le griglie e gli inserti sulle gambe, in pratica tutto ciò che è colorato diversamente è il frutto di pezzi separati inseriti nella struttura (esattamente come quelli aggiuntivi allegati nel sacchettino di cui sopra).
Le plastiche sono ottime e all’apparenza ben solide, con due tonalità di grigio (la più chiara in miscela metallizzata), rosso e giallo-oro sobri (coerentemente con il look dark del videogioco e per fortuna diversamente dal proto, che aveva colori molto più accesi) e abbondante uso di plastica arancione trasparente.
Le articolazioni sono solide e molto rigide (in particolare quella della spalla), tutte a scatto e senza utilizzo di ball joint; è una scelta particolarmente sensata considerando il notevole peso che devono sopportare soprattutto nella zona delle braccia. Il loro numero è notevole, pensando anche all’usuale povertà di movimento che garantiscono i pari classe ufficiali: le braccia sono articolate su spalle e gomito (più tripla articolazione per le “dita” della chela); le gambe sono articolate sull’anca (doppia articolazione, con un’interessante snodo per il movimento laterale), sul ginocchio (con un pezzo fissato a copertura di tutto il blocco), sulla caviglie (con snodo laterale) e sul piede (sia posteriormente che sulle due dita anteriori); chiudono il conto la doppia articolazione del bacino (che ruota e si inclina leggermente avanti e indietro) e la testa (che ha una doppia articolazione per guardare di lato e volendo anche in alto).
[glow=red]TRASFORMAZIONI[/glow]
Le trasformazioni del Genesis sono ufficialmente due: l’astronave che compare in War for Cybertron e una base lanciamissili (citazionistica del giocattolo G1) creata ad hoc per compiacere noi fan di lunga data.
Entrambe le trasformazioni si basano su due concetti fondamentali: le braccia e il blocco delle spalle si sganciano e possono ruotare di 90° sul bacino per posizionarsi sul petto e sulla schiena, mentre le gambe si separano all’altezza del bacino e si agganciano ai lati del torace.
Nella trasformazione in astronave, dopo aver fatto rientrare la testa nell’apposito alloggiamento, le braccia conservano gli avambracci: la chela si ripiega e diventa il motore posteriore mentre il cannone si separa (il blocco centrale si divide in due per agganciarsi ai piedi) e diventa la porzione anteriore della nave; le gambe si ripiegano di lato e, una volta incorporate le porzioni centrali del cannone, formano le porzioni laterali della nave, mentre le “ali” del robot sono ripiegate nella porzione inferiore dello scafo. Particolarmente goduriosi sono alcuni accorgimenti (indispensabili anche in questo caso, visto il peso delle varie parti) che aiutano la stabilità dei vari agganci: un gancio tiene bloccata la chela in posizione posteriore, un piccolo perno fuoriesce dal bicipite per bloccare il braccio che diventa la porzione anteriore, altri due perni per parte bloccano le “ali” sotto lo scafo.
La fedeltà del veicolo alle fonti sembra essere abbastanza elevata…dico sembra perché i punti di massima ci sono (fronte, retro, porzioni laterali) ma le immagini di questa modalità nel gioco per me sono piuttosto criptiche. In ogni caso l’astronave è credibile, massiccia e per quanto mi riguarda anche bella da vedere!
La trasformazione in base condivide diversi passaggi della precedente, con delle eccezioni fondamentali: la testa va scorporata dal torace per andare a formare un piccolo carro armato in puro stile G1; i due avambracci si staccano dai gomiti e si uniscono per formare un enorme missile; le “ali” vanno lasciate dispiegate e vanno agganciate di lato, in maniera da abbracciare il missile.
Esiste anche una versione non ufficiale (IMHO peggiore) di questa trasformazione, che vede le gambe lasciate diritte e una delle due braccia ripiegata in alto fino ad agganciare uno dei pistoni del missile.
Questa modalità non ha fonti a cui attenersi per cui va guardata come un discreto omaggio al vecchio giocattolo. Personalmente preferisco decisamente l’astronave (soprattutto per colpa del missile che ha la punta enorme e sproporzionata) ma si tratta comunque di un’aggiunta gradevole.
[glow=red]LE GIMMICK[/glow]
Trattandosi di un prodotto per collezionisti, Planet X prende spunto dal videogioco per regalarci un paio di chicche ma lo fa in modo non invasivo e davvero ben congegnato.
La chela sul braccio destro può esser fatta ruotare utilizzando la ghiera grigia posta sul braccio; il meccanismo è bello rigido e ha un po’ di lasco prima di partire, perciò funziona solo quando vogliamo noi.
Le torrette rotanti richiamano direttamente una parte di missione del videogioco (Decepticons Capitolo 5: The Final Guardian) dove Megatron deve distruggere un certo numero di torrette che spuntano dal corpo di Omega Supreme. Il Genesis riprende fedelmente questa caratteristica presentando quattro coppie di torrette (due coppie sulle “ali” e due coppie sui fianchi) che fuoriescono con un intelligente meccanismo a emisfera, grazie al quale possono semplicemente ruotare sul proprio asse fuori dal loro alloggiamento.
La seconda gimmick sono i 5 led (in teoria allegati solo alle versioni preordinate, poi da pagare a parte) che possono essere applicati in 5 punti del corpo del Genesis per realizzare (grazie all’uso di plastiche rosse trasparenti) degli ottimi effetti di illuminazione. Il meccanismo di aggancio è geniale: i led presentano un piccolo bottone che li mantiene accesi quando schiacciato, mentre gli alloggiamenti presentano una molla che consente di mantenere premuto il pulsante stesso quando i led sono fissati. Questo vuol dire che quando i led sono in posizione rimangono sempre accesi, ma una volta rimossi non c’è traccia visibile del foro in cui vanno inseriti.
L’effetto visivo è davvero grandioso per quanto riguarda la chela (che ha l’interno tutto trasparente), il petto (che presenta delle finestrelle trasparenti) e il cannone (ovviamente quando è il muso della nave in alt mode), un po’ meno per le gambe, visto che la luce laterale si vede decisamente meno.
Personalmente trovo che questi led siano un’idea grandiosa che permette di realizzare una gimmick di bell’effetto con pochissimo impatto nel modellino, poiché non richiede nessun alloggiamento di batterie, passaggio di fili, limitazioni o altro.
[glow=red]CONCLUSIONI[/glow]
Era davvero tanto tempo che non mettevo le mani su un prodotto (ufficiale e non) di queste dimensioni curato nei dettagli dall’inizio (qualità delle plastiche e progettazione) fino alla fine (colorazione e packaging); il confronto con i suoi pseudo-pariclasse Omega Supreme, Unicron, Starscream, Primus (senza scomodare per pietà Ultimate Bumblebee, Rollout Optimus, Devastator ROTF e Ultimate Optimus) è improponibile ma tutto è giusto così, visto che Hasbro produce giocattoli per bambini (cioè resistenti e dal costo contenuto) mentre Planet X ha voluto riservare a questo Genesis un trattamento stile-MP.
I lati negativi di questo modello sono ovviamente la testa non scolpita e il prezzo.
Per quanto riguarda la testa, la Planet X sta giĂ ponendo rimedio con un pezzo sostitutivo ad hoc che ha le fattezze di Omega Supreme del videogioco. Personalmente non ne sento particolarmente la mancanza vista la faccia da beota che si ritrova, ma indubbiamente si tratta di una mancanza del modello.
Per quanto riguarda il prezzo, siamo grossomodo nella fascia del giftset del Giant (300 euri circa) e a oltre 100 euro di meno rispetto all’Hercules preso pezzo per pezzo. Per me li vale ampiamente!
Cosa può fare Planet X in più per noi?
WFC TRYPTICON!!!












