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Iscritto il: 11/10/2007
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Autostinger
Autostinger è il repaint jappo dell'Auto Roller G2 Dirtbag.
E' reperibile in confezione singola oppure in un 2 pack insieme al leader degli Insectron, tale Big Mos.
La versione recensita è appunto quella del 2 pack. Non c'è nulla da fare, il fascino (e la ricchezza di contenuti) delle confezioni giapponesi è ineguagliabile: le illustrazioni, le card identificative dei singoli personaggi, il ricco catalogo con gli altri modelli della serie... niente a che vedere con le confezioni americane o, peggio ancora, di quelle italiane dei modelli G2.
Tornando al nostro Autostinger, debbo dire che è stato una piacevolissima sorpresa, un modello nel quale non riponevo alcun tipo di aspettativa, anzi a dirla tutta me lo aspettavo molto più brutto.
E invece l'alt mode si presenta molto bene, un bell'autocarro cassonato per movimento terra di colore giallo carico con dettagli arancio e nero, compatto e con un discreto livello di dettaglio nella parte frontale. La cabina di guida è, come si confà a questi enormi mezzi da lavoro, spostata tutta su un lato e protetta da un bel vetro di plastica trasparente di colore arancione. Il cassone del mezzo è pieno, dal momento che in trasformazione si separa longitudinalmente a formare le braccia del robot: nella parte alta, sul pannello del cassone che copre la cabina, sono presenti 4 piccoli perni ai quali è possibile agganciare gli altrettanti missili in dotazione al modello.

La particolarità di Autostinger (e più in senso lato dei due modelli Auto Roller G2, ai quali si affiancarono come esclusiva japponese BW II altri due modelli basati sullo stesso meccanismo) è di trasformarsi da solo!
Mi spiego: sul retro del camion è presente una levetta che sblocca il meccanismo di trasformazione del modello. Tenendo la levetta in posizione sinistra, il camion è libero di muoversi sulle sue ruote, ma spostando la levetta a destra basta solo trascinare il modellino in avanti avendo cura di far fare bene attrito alle ruote posteriori, et voilà!
Il camion si allunga, il cassone si separa trasversalmente con le due metà che scorrono verso i fianchi e i 3/4 anteriori del veicolo si sollevano di 90° a formare torace e bacino e liberando la testa del robot.
Per la trasformazione inversa è sufficiente trascinare il modello all'indietro.
Alla fine basta far scorrere la levetta sull'avambraccio sinistro per far fuoriuscire la mano/pinza e fissare due dei 4 missili all'avambraccio destro.
Oddio il robot mode è piccolo e tarchiato, caratterizzato da un petto prominente (tutto il muso del truck), spalle larghe e braccia lunghissime e testa un poco schiacciata. Tra l'altro ha possibilità di movimento estremamente limitate alle sole braccia, che si alzano, abbassano e ruotano verso l'esterno a livello dei gomiti. Eppure mi ha rapito!
Al di là del suo aspetto molto tozzo, debbo riconoscere ch e ha una fisionomia molto antropomorfa, soprattutto nel torace-fianchi-bacino, molto ben distinti sia a livello di scultura che come colori e nelle gambe ottimamente proporzionate col tronco e il cui solo limite estetico è quello di essere unite.

Anche la testa è molto bella, squisitamente simile a quella del Constructicon Long Haul G1 (del quale Autostinger sembra essere l'erede legittimo), con la sola differenza che la visiera è realizzata in plastica trasparente arancio, cosa che regala il solito bellissimo effetto luminoso in controluce.

Alla fine il mio giudizio sarà sicuramente soggettivo, eppure vi consiglio di dare una possibilità a questo Autostinger.
Se non lo avessi trovato in coppia con Big Mos (a un prezzo decisamente regalato!!), probabilmente non lo avrei mai comperato (soprattutto in versione G2); a conti fatti se doveste trovarlo in giro per una manciata di euro potreste farci più di un pensierino, se vi acchiappa quanto ha fatto con me, non rimpiangerete nemmeno un centesimo dei soldi spesi!
Pur non essendo paragonabile ad altri modelli (soprattutto nell'universo dei BW II) risulta una simpatica aggiunta ad ogni collezione. Anzi, mi sa che prima o poi mi cercherò anche lo scavatore!
E' reperibile in confezione singola oppure in un 2 pack insieme al leader degli Insectron, tale Big Mos.
La versione recensita è appunto quella del 2 pack. Non c'è nulla da fare, il fascino (e la ricchezza di contenuti) delle confezioni giapponesi è ineguagliabile: le illustrazioni, le card identificative dei singoli personaggi, il ricco catalogo con gli altri modelli della serie... niente a che vedere con le confezioni americane o, peggio ancora, di quelle italiane dei modelli G2.
Tornando al nostro Autostinger, debbo dire che è stato una piacevolissima sorpresa, un modello nel quale non riponevo alcun tipo di aspettativa, anzi a dirla tutta me lo aspettavo molto più brutto.
E invece l'alt mode si presenta molto bene, un bell'autocarro cassonato per movimento terra di colore giallo carico con dettagli arancio e nero, compatto e con un discreto livello di dettaglio nella parte frontale. La cabina di guida è, come si confà a questi enormi mezzi da lavoro, spostata tutta su un lato e protetta da un bel vetro di plastica trasparente di colore arancione. Il cassone del mezzo è pieno, dal momento che in trasformazione si separa longitudinalmente a formare le braccia del robot: nella parte alta, sul pannello del cassone che copre la cabina, sono presenti 4 piccoli perni ai quali è possibile agganciare gli altrettanti missili in dotazione al modello.
La particolarità di Autostinger (e più in senso lato dei due modelli Auto Roller G2, ai quali si affiancarono come esclusiva japponese BW II altri due modelli basati sullo stesso meccanismo) è di trasformarsi da solo!
Mi spiego: sul retro del camion è presente una levetta che sblocca il meccanismo di trasformazione del modello. Tenendo la levetta in posizione sinistra, il camion è libero di muoversi sulle sue ruote, ma spostando la levetta a destra basta solo trascinare il modellino in avanti avendo cura di far fare bene attrito alle ruote posteriori, et voilà!
Il camion si allunga, il cassone si separa trasversalmente con le due metà che scorrono verso i fianchi e i 3/4 anteriori del veicolo si sollevano di 90° a formare torace e bacino e liberando la testa del robot.
Per la trasformazione inversa è sufficiente trascinare il modello all'indietro.
Alla fine basta far scorrere la levetta sull'avambraccio sinistro per far fuoriuscire la mano/pinza e fissare due dei 4 missili all'avambraccio destro.
Oddio il robot mode è piccolo e tarchiato, caratterizzato da un petto prominente (tutto il muso del truck), spalle larghe e braccia lunghissime e testa un poco schiacciata. Tra l'altro ha possibilità di movimento estremamente limitate alle sole braccia, che si alzano, abbassano e ruotano verso l'esterno a livello dei gomiti. Eppure mi ha rapito!
Al di là del suo aspetto molto tozzo, debbo riconoscere ch e ha una fisionomia molto antropomorfa, soprattutto nel torace-fianchi-bacino, molto ben distinti sia a livello di scultura che come colori e nelle gambe ottimamente proporzionate col tronco e il cui solo limite estetico è quello di essere unite.
Anche la testa è molto bella, squisitamente simile a quella del Constructicon Long Haul G1 (del quale Autostinger sembra essere l'erede legittimo), con la sola differenza che la visiera è realizzata in plastica trasparente arancio, cosa che regala il solito bellissimo effetto luminoso in controluce.
Alla fine il mio giudizio sarà sicuramente soggettivo, eppure vi consiglio di dare una possibilità a questo Autostinger.
Se non lo avessi trovato in coppia con Big Mos (a un prezzo decisamente regalato!!), probabilmente non lo avrei mai comperato (soprattutto in versione G2); a conti fatti se doveste trovarlo in giro per una manciata di euro potreste farci più di un pensierino, se vi acchiappa quanto ha fatto con me, non rimpiangerete nemmeno un centesimo dei soldi spesi!
Pur non essendo paragonabile ad altri modelli (soprattutto nell'universo dei BW II) risulta una simpatica aggiunta ad ogni collezione. Anzi, mi sa che prima o poi mi cercherò anche lo scavatore!








