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Iscritto il: 21/06/2004
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Ep.04 - Home Is Where The Spark Is (Attacco Nemico)
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Titolo: Home Is Where The Spark Is
Titolo edizione italiana: Attacco Nemico
Titolo: Home Is Where The Spark Is
Titolo edizione italiana: Attacco Nemico
Storia: Michael Ryan
Regia: Matt Youngberg, Sunji Oga
La storia
L’Arciere Arrabbiato (Angry Archer), dopo aver assaltato e derubato un furgone blindato di una banca nazionale, deve confrontarsi con Optimus Prime. Purtroppo per lui, le sue frecce ad alta tecnologia non possono nulla contro gli accessori di Optimus Prime.
Prowl osserva affascinato i processi organici della Terra (che nella loro lentezza nascondono una grazia illimitata), ma l’interferenza dei suoi fan umani lo infastidisce. Anche Ratchet è seccato dall’attenzione dei media terrestri, mentre Bumblebee adora essere al centro dell’attenzione.
Optimus cerca di spingere Prowl a parlare di ciò che lo turba, ma Bumblebee (un fanatico del movimento e della frenesia) si intromette, facendosi gioco dell’interesse di Prowl per l’immobilità e irritandolo ulteriormente.
Sari accede al laboratorio privato del padre Isaac Sumdac (nella Torre Sumdac) utilizzando la sua personale Chiave: nessuno dei due si accorge che le energie della Chiave raggiungono la testa disattivata di Megatron, riportandola in linea.
Megatron si ritrova quindi privo di corpo e agganciato a una tecnologia obsoleta, ma scopre anche che la sua condizione è dovuta al tradimento di Starscream e che l’OmniScintilla (AllSpark) è in mano agli Autobot.
Per ottenere mobilitĂ , ripara un robot tascabile (pocket bot) di Sumdac e lo nasconde nello zaino di Sari, che deve recarsi al rifugio segreto degli Autobot per trascorrervi la notte.
Mentre Sari illustra agli Autobot alcune usanze della Terra, il robot tascabile vaga per l’impianto di montaggio automobili dismesso che funge da loro base. Ma la ricerca dell’OmniScintilla non produce risultati.
Megatron decide di interagire con i sistemi automatici della fabbrica, riattivandoli per distruggere gli Autobot.
Di notte, mentre Sari racconta storie dell’orrore agli Autobot, l’attacco ha inizio. Gli Autobot, colti di sorpresa, reagiscono rapidamente, ma in un modo o nell’altro vengono tutti feriti o neutralizzati. Bumblebee cerca di raggiungere i comandi della catena di montaggio per spegnere tutto, ma neppure la sua velocità è sufficiente.
Prowl comprende che l’attacco è guidato da sensori di mobilità e riesce a fare parecchia strada verso i comandi, prima che Megatron capisca il suo piano e intervenga guidando direttamente i macchinari.
Prowl viene catturato, ma le istruzioni che impartisce a Bumblebee (insegnandogli a usare velocitĂ e immobilitĂ alternatamente, come fanno le creature della Terra) permettono al piccolo Autobot di raggiungere i comandi della catena di montaggio e disattivare ogni cosa.
Un ultimo sforzo collettivo degli Autobot sventa il piano finale di Megatron di far esplodere una tanica di carburante.
Ma nessuno di loro ha compreso chi si celi dietro questo attacco e la goffaggine di Bulkhead distrugge il robot tascabile, eliminando ogni possibile prova.
Megatron decide quindi che è il caso di fornire al Dottor Sumdac qualche altra briciola della propria tecnologia.
E Bumblebee ha ora imparato ad apprezzare l’immobilità tanto amata da Prowl.
Le frasi
Prowl: “It's up to you now, Bumblebee! Remember: stillness, then strike!”
Bulkhead: “For Bumblebee? We're dead!”
Prowl: “Adesso tocca a te, Bumblebee! Ricorda: prima immobilità , poi colpisci!”
Bulkhead: “Per Bumblebee? Siamo morti!”
Bumblebee: “Mind if we watch something that won't bore us into stasis lock?”
Bumblebee: “Ti spiace se guardiamo qualcosa che non ci annoierà fino al Blocco di Stasi?”
Isaac Sumdac: “Sari, did you tinker with anything in my lab, by any chance?”
Sari: “I never tinker with your stuff.”
Tutor-Bot: “Class is dismissed for a week...”
Isaac Sumdac: “Sari, hai pasticciato con qualcosa nel mio laboratorio, per caso?”
Sari: “Io non pasticcio mai con le tue cose.”
RoboTutore: “Le lezioni sono concluse per una settimana...”
Optimus Prime: “Our new home is coming together nicely.”
Ratchet: “If I had it my way, we'd never leave. It's not safe for us out there. They're always watching... waiting...”
Optimus Prime: “The Decepticons?”
Ratchet: “No, those annoying camerabots.”
Optimus Prime: “La nostra nuova casa sta prendendo forma molto bene.”
Ratchet: “Se dipendesse da me, non ne usciremmo mai. Non è sicuro per noi, là fuori. Ci stanno sempre osservando... osservando...”
Optimus Prime: “I Decepticon?”
Ratchet: “No, quelle fastidiose robotelecamere.”
The Angry Archer: “I was to be rich! I was to be famous!”
Optimus Prime: “Looks like you’ll just have to settle for famous.”
L’Arciere Arrabbiato: “Dovevo essere ricco! Dovevo essere famoso!”
Optimus Prime: “Pare che dovrai accontentarti di essere famoso.”
Prowl: “All this organic life, this... nature. It refuses to be contained! Such a force of will. But everybody here is blind to it. They all rush to see everything, but never sit still along enough to experience what is around them.”
Prowl: “Tutta questa vita organica, questa... natura. Rifiuta di frsi contenere! Una tale forza di volontà . Ma qui tutti sono ciechi a essa. Vanno sempre di fretta, per vedere ogni cosa, ma non restano mai fermi abbastanza per esperire ciò che li circonda.”
Le note
L’Arciere Arrabbiato è molto probabilmente un omaggio al supereroe Freccia Verde (Green Arrow) della DC Comics, che a sua volta impiega un arsenale di frecce multifunzione ed è graficamente ispirato a Robin Hood.
Il nome Archer è probabilmente un omaggio ad Aaron Archer, progettista capo della Hasbro per i Transformer
Il Profilo di Prowl insiste sulla logica del personaggio, in un palese recupero delle caratteristiche del G1.
Ma questo Animated Prowl sembra racchiudere in sé elementi caratteriali di Beast Wars Tigatron e Silverbolt, oltre a un aspetto fisico che ricorda vagamente Beast Machines Silverbolt. Il misto di arti marziali e ricerca dell’immobilità contemplativa porta invece a pensare a Beast Machines Optimus Primal.
La sua reazione alla vita organica sulla Terra è ispirata molto esplicitamente alle tematiche e all’approccio di Beast Machines. Non va infatti trascurato che Marty Isenberg è il supervisore di entrambe le serie.
Optimus Prime tenta di comportarsi da vero capo preoccupandosi dei suoi robot, ma il tentativo di guadagnare la confidenza di Prowl incontra la resistenza di quest’ultimo e viene infine compromesso dall’intromissione di Bumblebee.
Le energie della Chiave di Sari riportano in vita Megatron. Non si capisce con chiarezza se sia un caso o meno, ma l’impressione (anche alla luce degli episodi successivi) è che si tratti di un evento deliberato.
L’OmniScintilla si comporta in maniera simile all’Oracolo di Beast Machines, manipolando eventi e personaggi secondo i propri misteriosi fini.
Il dottor Sumdac è incredibilmente ingenuo e sprovveduto. Ma, d’altra parte, già sappiamo che la sua posizione è stata raggiunta non per meriti o talento personali, ma bensì sfruttando in segreto una tecnologia letteralmente piovuta dal cielo.
La battaglia con una tecnologia impazzita all’interno di un impianto industriale abbandonato ha (ancora una volta) tutti gli elementi di atmosfera tipici di Beast Machines.
Sempre in tema Beast Machines è anche parte della situazione di Megatron, che complotta contro gli Autobot da un luogo oscuro e irraggiungibile, servendosi degli emissari più diversi. Ovviamente ci sono anche drastiche differenze: per esempio, questo Megatron non ha il controllo di nulla, mentre in BM tutto il pianeta Cybertron era al suo servizio.
Discussione ufficiale dell'edizione italiana
I Commenti
Dopo l’epico e vasto trittico introduttivo, Animated dedica alcuni episodi all’analisi della caratterizzazione dei personaggi e allo studio delle varie interazioni (in questo caso, il riflettore è puntato sulla coppia Bumblebee/Prowl).
Home Is Where The Spark Is è però anche un mezzo per sviluppare in sottofondo la cruciale trama legata ai Decepticon e, nel contempo, cominciare a definire gli elementi dell’ambientazione narrativa (come il rifugio Autobot o la Torre Sumdac).
Come sottolineato nelle note, l’approccio è prevalentemente una rielaborazione di quello adottato in Beast Machines, ma dotato di un’atmosfera più leggera e di alcuni intermezzi comici. Questi ultimi, assai temuti dai fan, sono però sapientemente ristretti e circoscritti ad alcuni secondi di durata e non influenzano il resto dell’episodio (evitando quindi di trasformarlo in venti minuti di farsa).
La narrazione complessiva, serrata e vivace, trova anche il tempo per mostrare, ancora una volta, un Autobot che viene visibilmente danneggiato durante una battaglia, come era accaduto a Prowl in Transform And Roll Out!. Si tratta di un elemento di realismo molto importante, che negli ultimi anni era andato sensibilmente perduto.
L’animazione continua a mantenere il livello qualitativo impiegato finora, mentre la regia non solo è all’altezza della narrazione, ma riesce ache ad evitare certi eccessivi stereotipi tipici delle ultime produzioni (e probabilmente ciò dipende dal doppio regista presente in ogni episodio).
Regia: Matt Youngberg, Sunji Oga
La storia
L’Arciere Arrabbiato (Angry Archer), dopo aver assaltato e derubato un furgone blindato di una banca nazionale, deve confrontarsi con Optimus Prime. Purtroppo per lui, le sue frecce ad alta tecnologia non possono nulla contro gli accessori di Optimus Prime.
Prowl osserva affascinato i processi organici della Terra (che nella loro lentezza nascondono una grazia illimitata), ma l’interferenza dei suoi fan umani lo infastidisce. Anche Ratchet è seccato dall’attenzione dei media terrestri, mentre Bumblebee adora essere al centro dell’attenzione.
Optimus cerca di spingere Prowl a parlare di ciò che lo turba, ma Bumblebee (un fanatico del movimento e della frenesia) si intromette, facendosi gioco dell’interesse di Prowl per l’immobilità e irritandolo ulteriormente.
Sari accede al laboratorio privato del padre Isaac Sumdac (nella Torre Sumdac) utilizzando la sua personale Chiave: nessuno dei due si accorge che le energie della Chiave raggiungono la testa disattivata di Megatron, riportandola in linea.
Megatron si ritrova quindi privo di corpo e agganciato a una tecnologia obsoleta, ma scopre anche che la sua condizione è dovuta al tradimento di Starscream e che l’OmniScintilla (AllSpark) è in mano agli Autobot.
Per ottenere mobilitĂ , ripara un robot tascabile (pocket bot) di Sumdac e lo nasconde nello zaino di Sari, che deve recarsi al rifugio segreto degli Autobot per trascorrervi la notte.
Mentre Sari illustra agli Autobot alcune usanze della Terra, il robot tascabile vaga per l’impianto di montaggio automobili dismesso che funge da loro base. Ma la ricerca dell’OmniScintilla non produce risultati.
Megatron decide di interagire con i sistemi automatici della fabbrica, riattivandoli per distruggere gli Autobot.
Di notte, mentre Sari racconta storie dell’orrore agli Autobot, l’attacco ha inizio. Gli Autobot, colti di sorpresa, reagiscono rapidamente, ma in un modo o nell’altro vengono tutti feriti o neutralizzati. Bumblebee cerca di raggiungere i comandi della catena di montaggio per spegnere tutto, ma neppure la sua velocità è sufficiente.
Prowl comprende che l’attacco è guidato da sensori di mobilità e riesce a fare parecchia strada verso i comandi, prima che Megatron capisca il suo piano e intervenga guidando direttamente i macchinari.
Prowl viene catturato, ma le istruzioni che impartisce a Bumblebee (insegnandogli a usare velocitĂ e immobilitĂ alternatamente, come fanno le creature della Terra) permettono al piccolo Autobot di raggiungere i comandi della catena di montaggio e disattivare ogni cosa.
Un ultimo sforzo collettivo degli Autobot sventa il piano finale di Megatron di far esplodere una tanica di carburante.
Ma nessuno di loro ha compreso chi si celi dietro questo attacco e la goffaggine di Bulkhead distrugge il robot tascabile, eliminando ogni possibile prova.
Megatron decide quindi che è il caso di fornire al Dottor Sumdac qualche altra briciola della propria tecnologia.
E Bumblebee ha ora imparato ad apprezzare l’immobilità tanto amata da Prowl.
Le frasi
Prowl: “It's up to you now, Bumblebee! Remember: stillness, then strike!”
Bulkhead: “For Bumblebee? We're dead!”
Prowl: “Adesso tocca a te, Bumblebee! Ricorda: prima immobilità , poi colpisci!”
Bulkhead: “Per Bumblebee? Siamo morti!”
Bumblebee: “Mind if we watch something that won't bore us into stasis lock?”
Bumblebee: “Ti spiace se guardiamo qualcosa che non ci annoierà fino al Blocco di Stasi?”
Isaac Sumdac: “Sari, did you tinker with anything in my lab, by any chance?”
Sari: “I never tinker with your stuff.”
Tutor-Bot: “Class is dismissed for a week...”
Isaac Sumdac: “Sari, hai pasticciato con qualcosa nel mio laboratorio, per caso?”
Sari: “Io non pasticcio mai con le tue cose.”
RoboTutore: “Le lezioni sono concluse per una settimana...”
Optimus Prime: “Our new home is coming together nicely.”
Ratchet: “If I had it my way, we'd never leave. It's not safe for us out there. They're always watching... waiting...”
Optimus Prime: “The Decepticons?”
Ratchet: “No, those annoying camerabots.”
Optimus Prime: “La nostra nuova casa sta prendendo forma molto bene.”
Ratchet: “Se dipendesse da me, non ne usciremmo mai. Non è sicuro per noi, là fuori. Ci stanno sempre osservando... osservando...”
Optimus Prime: “I Decepticon?”
Ratchet: “No, quelle fastidiose robotelecamere.”
The Angry Archer: “I was to be rich! I was to be famous!”
Optimus Prime: “Looks like you’ll just have to settle for famous.”
L’Arciere Arrabbiato: “Dovevo essere ricco! Dovevo essere famoso!”
Optimus Prime: “Pare che dovrai accontentarti di essere famoso.”
Prowl: “All this organic life, this... nature. It refuses to be contained! Such a force of will. But everybody here is blind to it. They all rush to see everything, but never sit still along enough to experience what is around them.”
Prowl: “Tutta questa vita organica, questa... natura. Rifiuta di frsi contenere! Una tale forza di volontà . Ma qui tutti sono ciechi a essa. Vanno sempre di fretta, per vedere ogni cosa, ma non restano mai fermi abbastanza per esperire ciò che li circonda.”
Le note
L’Arciere Arrabbiato è molto probabilmente un omaggio al supereroe Freccia Verde (Green Arrow) della DC Comics, che a sua volta impiega un arsenale di frecce multifunzione ed è graficamente ispirato a Robin Hood.
Il nome Archer è probabilmente un omaggio ad Aaron Archer, progettista capo della Hasbro per i Transformer
Il Profilo di Prowl insiste sulla logica del personaggio, in un palese recupero delle caratteristiche del G1.
Ma questo Animated Prowl sembra racchiudere in sé elementi caratteriali di Beast Wars Tigatron e Silverbolt, oltre a un aspetto fisico che ricorda vagamente Beast Machines Silverbolt. Il misto di arti marziali e ricerca dell’immobilità contemplativa porta invece a pensare a Beast Machines Optimus Primal.
La sua reazione alla vita organica sulla Terra è ispirata molto esplicitamente alle tematiche e all’approccio di Beast Machines. Non va infatti trascurato che Marty Isenberg è il supervisore di entrambe le serie.
Optimus Prime tenta di comportarsi da vero capo preoccupandosi dei suoi robot, ma il tentativo di guadagnare la confidenza di Prowl incontra la resistenza di quest’ultimo e viene infine compromesso dall’intromissione di Bumblebee.
Le energie della Chiave di Sari riportano in vita Megatron. Non si capisce con chiarezza se sia un caso o meno, ma l’impressione (anche alla luce degli episodi successivi) è che si tratti di un evento deliberato.
L’OmniScintilla si comporta in maniera simile all’Oracolo di Beast Machines, manipolando eventi e personaggi secondo i propri misteriosi fini.
Il dottor Sumdac è incredibilmente ingenuo e sprovveduto. Ma, d’altra parte, già sappiamo che la sua posizione è stata raggiunta non per meriti o talento personali, ma bensì sfruttando in segreto una tecnologia letteralmente piovuta dal cielo.
La battaglia con una tecnologia impazzita all’interno di un impianto industriale abbandonato ha (ancora una volta) tutti gli elementi di atmosfera tipici di Beast Machines.
Sempre in tema Beast Machines è anche parte della situazione di Megatron, che complotta contro gli Autobot da un luogo oscuro e irraggiungibile, servendosi degli emissari più diversi. Ovviamente ci sono anche drastiche differenze: per esempio, questo Megatron non ha il controllo di nulla, mentre in BM tutto il pianeta Cybertron era al suo servizio.
Discussione ufficiale dell'edizione italiana
I Commenti
Dopo l’epico e vasto trittico introduttivo, Animated dedica alcuni episodi all’analisi della caratterizzazione dei personaggi e allo studio delle varie interazioni (in questo caso, il riflettore è puntato sulla coppia Bumblebee/Prowl).
Home Is Where The Spark Is è però anche un mezzo per sviluppare in sottofondo la cruciale trama legata ai Decepticon e, nel contempo, cominciare a definire gli elementi dell’ambientazione narrativa (come il rifugio Autobot o la Torre Sumdac).
Come sottolineato nelle note, l’approccio è prevalentemente una rielaborazione di quello adottato in Beast Machines, ma dotato di un’atmosfera più leggera e di alcuni intermezzi comici. Questi ultimi, assai temuti dai fan, sono però sapientemente ristretti e circoscritti ad alcuni secondi di durata e non influenzano il resto dell’episodio (evitando quindi di trasformarlo in venti minuti di farsa).
La narrazione complessiva, serrata e vivace, trova anche il tempo per mostrare, ancora una volta, un Autobot che viene visibilmente danneggiato durante una battaglia, come era accaduto a Prowl in Transform And Roll Out!. Si tratta di un elemento di realismo molto importante, che negli ultimi anni era andato sensibilmente perduto.
L’animazione continua a mantenere il livello qualitativo impiegato finora, mentre la regia non solo è all’altezza della narrazione, ma riesce ache ad evitare certi eccessivi stereotipi tipici delle ultime produzioni (e probabilmente ciò dipende dal doppio regista presente in ogni episodio).

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








