Tankorr ha scritto:vorrei far notare poi gli altri temi,cioè quello tecnologia avatar=internet e quello di Gaia/"legame binario" che,sebbene non sfruttati appieno,ci sono eccome.
Credo che il problema sia proprio nella presenza di un vasto lavoro di documentazione, elaborazione e concetto, che però non è stato esplicitato nel film tramite dialoghi o voce narrante (probabilmente perché lo spettatore medio si annoia non appena ha l'impressione che gli si stia facendo apprendere qualcosa).
Si può però intuire o comprendere riflettendoci. A un secondo esame, mi piace molto come è stata costruita la società dei N'avi: essendo l'acme dell'evoluzione armoniosa con l'ambiente, è molto diversa dalla nostra (che è invece un cancro che sta devastando il pianeta che l'ha generata).
Il confronto con la nostra è interessante, anche se lasciato tra le righe: i N'avi non pongono in posizioni di comando persone psicotiche ed esaltate, che perseguono solo i propri interessi alla faccia del bene comune... e forse ciò accade non per scelta, ma perchè la società N'avi, che è in armonia con il resto dell'ecosistema, è una società più sana, che NON produce fanatici come il colonnello Quaritch (e comunque NON gli conferisce il potere di vita e di morte sugli altri) o squali schiavi di profitto e dividendi come Selfridge. Le persone di spicco della società N'avi, che pura hanno il loro bel caratterino orgoglioso e fondato su uno spirito guerriero, sembrano essere al servizio della comunità in maniera disinteressata e spontanea, perché consapevoli di essere parte di un insieme più grande (non solo la società, ma anche l'ecosistema e il pianeta stesso).
Credo che il rituale con cui Sully viene riconosciuto come N'avi simboleggi (molto bene) questa intenzione degli autori: i N'avi che si pongono la mano sulla spalla a vicenda, creando una rete che è la metafora delle profonde e fobdamentali interconnessioni alla base di tutta la vita sul loro pianeta. E ciò vale anche per il nostro, sebbene spesso si scelga di dimenticarlo per egoismo, pigrizia, interesse, cinismo o semplice mancanza di empatia verso gli altri.
Ci sono discrete annotazioni anche nella rappresentazione dei classici personaggi della nostra società, che sono più sfumati di quanto sembri (e mi riallaccio a quanto dice Tankorr sulla rappresentazione meno monolitica di quanto si creda). Il film non giudica, ma espone situazioni interessanti che poi sta a noi elaborare.
Chi è che riesce a integrarsi con i N'avi?
Il colonnello, neanche a parlarne: nemmeno riesce a concepire l'idea. Il manager, al massimo resta turbato all'idea di uccidere i bambini.
La dottoressa Augustine vorrebbe farlo ed è animata dalle migliori intenzioni, ma non ci riesce. La sua testa è già "troppo piena", stando ai Navi: troppa conoscenza finisce per alienare una persona?
Alla fine, chi ci riesce è Sully. Un invalido, e quindi una persona che nella nostra società è tenuta ai margini, ma anche un ex-marine (e quindi che rientra nella categoria del colonnello) senza particolari basi culturali (lo scienziato era suo fratello).
Sully è non solo l'unico ed entrare in sintonia con Pandora, ma anche quello che ha più da perdere nel farlo. Eppure rinuncia all'offerta del colonnello in modo istintivo, quando vede le "ruspe giganti" in azione: è il suo personale percorso di formazione che si completa, riscoprendo l'empatia con gli altri esseri viventi che per lui era andata perduta.