Recensione di Gianni.
Altezza robot mode: 15 cm alla punta della testa.
Lunghezza alt mode: 13 cm
Accessori: Arco, n°2 frecce/missili.

Quando le linee del fuoriclasse abbattono i canoni della serie di appartenenza, quando lo sguardo sicuro e penetrante oltrepassa ogni soggettività, quando il fascino disarmante trapassa da parte a parte qualunque giudizio, qualunque titubanza, qualsiasi chiusura mentale o presa di posizione passata:
Rodimus Minor, bagnato in ogni angolo dai lineamenti talmente evocativi quanto forti di una personalissima evoluzione dello storico personaggio
G1...
Robot dai lineamenti eleganti quanto sicuri, spalle larghe e robuste per gambe snelle e slanciate, Rodimus è uno di quei Transformers dove le parole si dileguano al cospetto di una fisicità talmente vibrante e sfrontatamente “viva” che risulta ardua una descrizione tale da rendere un'idea vicina a ciò che realmente questo modello trasmette tra le mani...
Verniciatura eccellente, brillante e corposa nei colori tipici del rinomato personaggio, rosso (amaranto) su petto, braccia, stinchi e piedi, arancione su avambracci, cosce e piedi, color oro per le simil fiamme sul petto, grigio su mani, viso, spalle e gambe.
I
dettagli vanno decisamente oltre l'essenzialità della linea
Animated: figura proporzionata e spudoratamente antropomorfa, con eleganti piedi che trasudano velocità ed equilibrio; stinchi ben delineati e non assolutamente penalizzati dai due pannelli che saranno gli sportelli dell'alt mode, cosce impreziosite dai dettagli prettamente veicolari posti sui lati; bacino snello, che regge egregiamente il generoso busto, infuocato dalle evocative decorazioni e dal simbolo Autobot che brilla di rinato splendore in una tale alba di perfezione “transformeriana”; spalle robuste, avambracci con le caratteristiche marmitte che sposano prepotentemente con l'intera figura del robot; mani sottili con dita ben definite, pollice e palmo formano l'innesto per l'arma; schiena tra le più eleganti nell'universo Transformers, con il canonico alettone che dà il contributo decisivo nell'accostamento al leader G1; testa ottimamente scolpita, con una decorazione che quasi richiama una corona, lineamenti del viso ben definiti, sguardo di ghiaccio nell'espressione fiera ed impenetrabile; chicca geniale, sulla scia di un' inarrestabile ispirazione, l'arma: un elegante arco a due frecce sparabili, che si può anche posizionare sulla sommità della modalità veicolare.
Assolutamente fedele al personaggio visto nel cartone animato.
Posabilità estrema, con generosa quantità di punti di snodo: ball joint per i piedi, tre perni per gamba, quattro per braccio/spalla, due per mano, due per il busto, due per la testa.
La
trasformazione rappresenta la perfetta armonia tra ispirazione e fluidità, con passaggi immediati ed appaganti: si ruota fino al livello dell'alettone il pannello di colore rosso posto sulla schiena e si ruota l'intero gruppo fino al livello del fondoschiena; ruotare all'indietro il pannello/portello auto e ruotare al suo interno la testa, con conseguente formazione del muso auto; chiudere il portello e ruotare verso l'esterno le ruote poste sotto il cofano, ruotando verso il suo interno il simbolo autobot, rivelando il componente del motore; ruotare il bacino di 180 gradi e spingere verso il basso il gruppo spalle – braccia; allineare gli avambracci con le spalle fino a formare le fiancate dell'auto, con marmitte sulla sommità, ruotando le mani verso l'interno; ruotare verso l'interno le caviglie e l'intero gruppo gambe – piedi fino al livello del muso del veicolo; spingere in avanti i due componenti di colore grigio posti sui lati delle cosce; ruotare di 180 gradi le braccia/fiancate auto e portarle fino al livello dell'alettone.
Aerodinamicità e aggressività, pura potenza in forma d'auto che solletica fortemente la fantasia, Rodimus sfoggia un
alt mode che riesce a rendere omaggio al G1 con veemenza e nel contempo a rappresentare un'eccellente evoluzione futuristica, riuscendo incredibilmente a brillare di luce propria nonostante il deciso accostamento alla controparte.
Linee sinuose che l'occhio segue con tale trasporto da non riuscire quasi a fermarsi, in un'inevitabile contemplazione di ciò che questa passione può realmente concentrare in un oggetto talmente piccolo quanto definito.
Dettagli semplicemente sprezzanti di ogni forma di ritegno: muso “tagliente”, con fanali di un ottimo giallo ocra, classiche “fiamme” sul cofano e perla di ispirazione il componente del motore, ricavato dalla rotazione del simbolo sul petto del robot, puro “strafare”, dono di ispirazione incontrollata; particolari cerchi di colore grigio, pneumatici ben scolpiti; finestrini e portello in plastica trasparente, quest'ultimo apribile (solo Arcee, con una piccola forzatura, simula tale apertura, dando a Rodimus l'indiscusso “titolo” di veicolo più realistico: personalmente, preferisco posizionare il volto verso il basso, in modo da vedere solo la nuca aprendo il citato portello); simbolo autobot sulla cappotta, tre marmitte per fiancata, richiamate dai componenti posti sotto l'auto; fanali posteriori di un bel grigio metallizzato; imponente, caratteristico alettone sulla sommità posteriore; difetto importante sul retro del veicolo, una notevole fessura che comunque non compromette in modo rilevante il giudizio sul modello, nonostante l'inevitabile stonatura in una tale armonia.
Ottimo
disguise per tutta la parte superiore e laterale del bolide, sotto si riconoscono gambe, piedi, bacino e testa.
Rodimus Minor, senza dubbio alcuno, al di là di qualsiasi opinione basata sul gusto personale, è il miglior Animated mai prodotto (salvo nuovi insperati mold futuri...) è ha il grande merito di riuscire a fare da collante tra questa linea innegabilmente rivoluzionaria e caratteristica e tutte le altre, un modello che può collocarsi in qualsiasi collezione, per via di forme irresistibilmente azzeccate, oggettivamente secondo a nessun deluxe, non temendo il confronto con le classi superiori per dovizia di particolari e carisma.
Must have assoluto nell'universo dei Transformers.