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#p109661 • Pubblicato il:
24 Giu 2010, 13:11 Blackout avrebbe dovuto essere un Decepticon di classe voyager per la 7a wave di Animated. Causa cancellazione della serie non è stato così: il mold, già pronto all'epoca della fine della serie, è uscito solo da poco per la versione giapponese della linea.
Purtroppo è probabile che non lo vedremo mai nella sua vera confezione, quella occidentale. Avendo ora per le mani una di quelle giapponesi, ribadisco a ragione il mio pensiero: assolutamente anonime, una scatola del genere potrebbe contenere un Cybertron come un Classic, e non dice nulla dello stile Animated.
In modalità veicolo Blackout, un bell'elicottero beije basato sul suo omonimo del Movieverse, non è uno di quei Voyager piiiccoli di questa linea, tutt'altro.
Si nota molto l'anima Super-deformed del modello, con un cockpit schiacciato e cattivo, una massiccia zona posteriore connessa al pure massiccio rotore posteriore da una coda più affusolata.
Il modello è pieno di bei dettagli: tralasciando le alette e i cilindri argentati terribilmente zagni, termine dialettale delle mie zone che sta a significare "orribilmente pacchiani e resi ancor più terribili dalla consapevolezza che chi ha deciso di includerli li ritiene fighissimi", eredità della malvagità intrinseca dei giapponesi, ha dettagli rossi e oro vicino alle mitragliatrici sui blocchi laterali, un faro (') rotondo dorato sul muso, dettagli neri e rossi sopra di esso e una linea sempre rossa che corre lungo tutto il fianco del veicolo.
Il rotore sulla coda ha una lama rotante rossa scolpita sopra, per via della sua seconda funzione di arma per il robot.
Il disguise è discreto: è evidente che i blocchi alterali con mitragliatrici sono le braccia del robot, e da sotto si vedono le cosce.
La Trasformazione è effettivamente simile a quella di Lugnut, ma con diverse differenze: staccato il rotore posteriore (ci vuole un po' di forza, e ho temuto di romperlo all'inizio), la parte restante della coda diviene le gambe, coi piedi e i talloni da estrarre, e il bacino ad esse collegate si innesta sotto il muso dell'elicottero.
Questo, però, non attiva la divisione del cockpit, ma fa scattare all'indietro il rotore (c'è un blocco nero che riempie il buco lasciato sopra l'eliccotero): le pale vanno dunque ripiegate a ventaglio come nell'altro blackout.
I blocchi laterali con le mitragliatrici, dunque, si abbassano diventando banalmente le braccia, con le mani che escono dagli avambracci e i pannelli con le mitragliatrici che ruotano in avanti.
Ora il cockpit va manualmente diviso a metà: le alucce da orizzontali vanno messe in verticale, coi missili che puntano in alto, e le due metà del cockpit, rivelato il busto, vi si innestano ai lati.
Per l'apparizione in animated, Blackout è stato radicalmente reinventato: fermi restando il rotore sulla schiena e il cockpit ai lati della testa, il resto è stato modificato in chiave super-deformed con un che di insettoide: dunque gambe corte e braccia enormi, testa piccola e schiacciata con fregio e baffi dorati, mani a tre dita simili ad artigli e un torso sferico, risultato brillantemente raggiunto con l'ingegneria della trasformazione a partire dal cockpit schiacciato.
In questa modalità si aggiungono nuovi dettagli, quelli dorati sulla parte centrale del petto, sulla testa, sul perno del rotore.
Blackout è ottimamente articolato, specie rispetto al per molti versi analogo Lugnut: ha in più la rotazione del bacino, le mani con due dita articolate individualmente. Lo snodo al gomito però è interno, come per Starscream, le mani non ruotano al polso e la testa è completamente fissa.
Lo snodo di cui si sente maggiormente la mancanza è uno alla spalla che permetta di sollevare lateralmente le braccia: in compenso la spalla, oltre a quello della rotazione, ha un doppio snodo a cerniera che consente di spostare in avanti le spalle, soluzione che alcuni potrebbero ritenere preferibile.
La testa avrebbe un lightpiping, come visto dai prototipi americani, ma la versione giapponese ha gli occhi colorati in rosso, dunque lo sportello sopra la testa è inutile.
Il modello ha tre simboli Decepticon: uno viola sul petto e due laterali, con tre strisce viola sullo sfondo.
Secondo Wyatt, autore della serie, quest'ultimo è il simbolo della Decepticon Heavy Brigade: una risposta alla Guardia D'Elite?
Rimanendo nella finzione scenica, il fatto che uno come Lugnut non ne faccia parte è indicativo del tipo di 'con che comprende.
D'altronde la sua bio ci dice che Blackout butta giù le Sentinelle Omega per sport, quindi...
Già pesantemente armato (sei mitragliatrici tra braccia e spalle, più quattro missili sulle ali), Blackout può usare il rotore posteriore come arma: si ritira la mano all'interno e si ruotano le mitragliatrici corrispondenti all'indietro, e il rotore si innesta sul polso.
Visimamente, l'arma è simile a quella dell'omonimo del movie: solo che quella vista del film era una lama rotante usata come arma bianca, questa invece spara un disco dall'interno del rotore stesso tramite la leva sotto di essa.
In conclusione, Blackout è un eccellente modello, senza particolari difetti estetici o concettuali che non siano l'altezza. Sempre lo stesso discorso fatto con Bulkhead, con Lugnut, Con Soundwave etc...
Fosse un prodotto regolare, vi direi di comprarlo tranquillamente, specie se vi è piaciuto Lugnut. Siccome invece bisogna farselo arrivare dal giappone (e visto che si tratta di un mold inedito non è a buon mercato già come prezzo base), sta a voi decidere se è davvero ciò che cercate. Posso comunque garantire che è davvero un buon modello e un'ottima aggiunta alla serie Aniamted.
Loves Daikyojin (Kingstar di Calendar Man)