La Nascita di Safeguard
Su Cybertron, presso la camera del consiglio degli Autobot, Ultra Magnus annuncia: “…abbiamo i protocolli di volo per il progetto Safeguard”.
Perceptor riferisce che i suoi scienziati analizzeranno subito i dati, occorrendo poi un volontario adeguato, possibilmente senza rischiare risorse delle guardie di elite.
Sono scelti due giovanissimi gemelli.
Esperimento terminato.
Wheeljack è orgoglioso di presentare “l’ultimo sviluppo dell’ingegneria degli Autobot”, ma l’aspetto dei due Autobot, tutt’altro che minaccioso, fa storcere il naso ai presenti…
Sentinel Prime comincia subito l’addestramento delle nuove leve, Jetfire e Jetstorm.
Successivamente, passano alle cure di Jazz, intento ad insegnare loro un po’ di cyber-ninjitsu; i due fratelli, forti della loro esclusiva capacità di volare, superano ogni aspettativa.
Per testarli in modo più preciso, vengono collegati al simulatore di lotta virtuale, dove la coppia si ritrova ad affrontare Starscream; lo scontro degenera e neanche Perceptor riesce a scollegarli… devono cavarsela con le proprie capacità …
Jetfire, vedendo il fratello in pericolo, perde il controllo ed è avvolto dalle sue stesse fiamme, che Jetstorm spegne con l’aria delle sue turbine; messi nuovamente in difficoltà , usando una forma di energia innata, si uniscono prima in Safeguard, poi si fondono in modalità jet.
Perceptor riprende il controllo del simulatore e li scollega.
Le guardie di elite acquisiscono due nuovi ufficiali: il loro nome è Jetfire e Jetstorm.
Ultra Magnus affida loro la prima missione: inseguire l’Autobot traditore Waspinator… (“CONTINUA IN TRANSFORMERS ANIMATED: STAGIONE TRE"…)
Recensione
Safeguard si può subito osservare nella sua confezione sottoforma dei due deliziosi Transformers che lo compongono:
Jetstorm e
Jetfire.
Come si può ben intuire dalle immagini, sono uno il remold dell’altro, con colori molto differenti.
Jetfire ci investe subito con la sua simpatica freschezza, un giovane Transformer dall’aspetto slanciato e “agile”, con un ispiratissimo schema di colori che sa avvolgere con lo spiazzante potere della semplicità .
La prima cosa che si nota è la presenza di generose trasparenze: sugli avambracci e sulle gambe, un arancione deciso si fa attraversare dalla luce, mentre sul torace abbiamo un giallo avvolgente che sa deliziare le nostre pupille con i suoi gentili riflessi.
La scultura della testa è impeccabile e rilassante, con i caratteristici occhialini da aviatore sulla fronte.
Guardando per la prima volta il robot, è veramente difficile capire in che modo si svilupperà il veicolo, particolare non da poco in un Transformer.
La posabilità è praticamente a prova di ballo… snodato ovunque e non intralciato da nessuno “zaino” ingombrante o altro.
Arancione, beige, marrone e nero si intrecciano in questo modello con molta morbidezza.
Jetstorm, come già scritto, è un remold del fratello gemello Jetfire, quindi ha i medesimi dettagli, ad eccezione, naturalmente, di testa e colorazione.
La gradevole scultura della testa trasmette subito l’incosciente voglia di rischiare in battaglia, che si percepisce nella breve rappresentazione del personaggio nel fumetto allegato all’interno della confezione.
I colori, piĂą decisi e penetranti, riescono a dare sensazioni diverse dalla controparte: trasparenze celesti, blu, grigio e nero che si pavoneggiano nella tranquilla oggettivitĂ ; giallo, trasformato in oro gelido dal tocco della luce, che impreziosisce oltremodo uno schema cromatico parente stretto della perfezione.
La trasformazione non si può definire difficile, ma è tutt’altro che scontata e sicuramente godibile in ogni passaggio.
Si ruotano le mani dando linearità insieme all’avambraccio


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Si portano indietro le spalle


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Si ruota in avanti la cabina di pilotaggio
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Si portano in alto le braccia

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Si spingono ulteriormente verso l’alto le braccia

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Si fa ruotare verso l’alto il torace, andando a coprire il capo
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Si uniscono le braccia, dando così origine alla parte anteriore del veicolo

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Si fanno ruotare le gambe di 90°

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Si spingono in basso i piedi e si portano all’interno i “talloni”

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Si spingono verso l’alto le gambe

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Si accartocciano le gambe e si tirano fuori le ali, completando così la trasformazione


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Ci si trova davanti ad un delizioso, quanto discutibile, jet futuristico, che tuttavia non è esteticamente all’altezza della modalità robot.
Si apprezza subito la particolaritĂ di tutta la parte anteriore, impreziosita non poco dal portello apribile della cabina di pilotaggio.
Il disguise è molto buono anche osservando il veicolo da sotto, con il torace ripiegato sulla testa che la nasconde “gelosamente”, ma è tutta la parte posteriore che non si camuffa…
Si capisce spudoratamente che sono due gambe con due piedi ruotati verso il basso e si rivelano senza vergogna, al fianco dei piedi, le mani del futuro Safeguard.
Opinione strettamente personale e non oggettiva: talmente si apprezza l’idea di questi due “simpatici” Transformers, venduti in coppia, dopo una pesante carestia di combiners di qualsiasi tipo, che il difetto di un disguise parziale si sorvola tranquillamente; si poteva fare molto meglio e non si discute, ma non mi sento assolutamente di condannare una tale imperfezione, seppur pesante.
Lo schema dei colori è il medesimo del robot, in entrambi i velivoli.
I due Jet possono fondersi in un unico velivolo.
In questo caso non posso essere buono: una palese forzatura.
I veicoli si innestano l’uno sull’altro, senza variare in nessun modo la loro forma, dando lo sgradevole effetto di due semplici jet “incollati” l’uno sull’altro.
Si spera in una forte valorizzazione nella sua rappresentazione televisiva.
Entra in scena Safeguard.
Aspetto tipicamente gorillesco, con un forte contrasto tra gambe sottili e slanciate e braccia possenti, si fa apprezzare con il tempo, poiché il primo impatto non è dei migliori.
Il difetto principale è nelle mani, coperte dai due evidenti piedi ripiegati.
Ribadisco il concetto espresso prima: si apprezza il complesso del progetto e non si può fare a meno di cedere al vortice dell’amore-odio.
La trasformazione è sicuramente geniale e sorprendente.
Si portano indietro le spalle e si ruotano le braccia verso l’esterno di 45°

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Si porta verso l’esterno una metà dell’addome con gamba annessa, che si fa ruotare di 180°

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Si fa ruotare in avanti il gruppo testa-“trapezi”


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Si porta fuori la metà della testa di Safeguard; si porta indietro il capo del robot e si riposizionano i “trapezi”


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Si spinge verso l’alto la parte bassa dell’addome rimasto

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La gamba al fianco della “mezza testa” costituirà il braccio, quindi si fanno ruotare piedi e talloni, rivelando le mani


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Si spinge verso il basso la gamba rimasta, allungandola ulteriormente

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Si raggruppano le braccia sulla schiena, come nell’immagine seguente

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Si noteranno quattro innesti, complementari con la controparte

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Il giudizio è nel complesso positivo, incentivato dall’effetto sorpresa che sanno dare i due Transformers, minato, da evidenti dettagli grossolani della forma veicolare.
Un gradito acquisto per i collezionisti di
Animated.