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Iscritto il: 21/06/2004
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403. The Rebirth Part 3
403. La Rinascita – 3ª Parte (The Rebirth Part 3)
Di David Wise
La trama
Con la sua potenza, Scorponok mette in fuga gli Autobot, ma non prima di aver catturato Arcee e, di conseguenza, la Chiave della Camera Dell’Energia Al Plasma.
Radunati i Decepticon, Scorponok decolla e lascia Nebulos, alla volta di Cybertron.
Optimus Prime e gli Autobot partono al suo inseguimento, ma Spike e Cerebros restano su Nebulos, per tentare di trovare una risposta alla potenza del mostruoso Scorponok.
Spike riattiva Cerebros e, vincendo le sue reticenze, si fa condurre alla città di superficie che era stata abbandonata dall’Alveare.
Su Cybertron, i Combaticon sterminano gli Aerialbot e terminano l’edificazione di giganteschi motori stellari. Galvatron dà ordine che, dai corpi degli Autobot caduti, venga estratto il carburante necessario per alimentare i motori.
Ultra Magnus e i Protectobot contrattaccano, ma vengono a loro volta annientati da Scorponok, che giunge sul pianeta in quel momento.
Galvatron reagisce con furia all’idea del legame binario tra i Decepticon e i luridi esseri organici Nebulani; Zarak, però, ha dalla sua non solo Scorponok, ma anche la Chiave della Camera Dell’Energia Al Plasma.
La nave di Optimus Prime giunge alle coordinate di Cybertron, solo per scoprire che è scomparso. Gli Autobot sono sbalorditi, ma Optimus capisce subito che il pianeta deve essere stato spostato artificialmente e diretto verso la Terra.
Zarak e Monzo torturano Daniel finché Arcee non consegna loro la Chiave.
Ricevuta la Chiave, Galvatron si appresta ad aprire nuovamente la Camera, ma secondo i propri tempi.
Spike e Cerebros disattivano le Macchine che difendono la città abbandonata e le riprogrammano per ricostruirla in qualcos’altro.
Optimus Prime e i suoi Autobot raggiungono Cybertron, scoprono cos’è successo grazie al superstite Ultra Magnus.
Gort e Brainstorm vorrebbero distruggere la Chiave, ma Optimus Prime si oppone, per eseguire la volontĂ di Alpha Trion e di Vector Sigma.
I Nebulani Headmaster e Targetmaster, guidati da Gort, si ribellano e si precipitano da soli a distruggere la Chiave.
Ma sia gli Autobot sia i Nebulani vengono catturati quando si introducono all’interno di Scorponok, parcheggiato sul pianeta in modalità di base.
Negli abissi di Cybertron, Galvatron riattiva la Camera, con un temporizzatore di dieci minuti che gli permetterĂ di andarsene prima che Cybertron e la Terra vengano distrutti.
Su Cybertron giunge la base volante di Fortress Maximus, cioè il prodotto del lavoro di Spike e di Cerebros, ora uniti nel legame Headmaster.
Scorponok lo attacca, ma le due unitĂ hanno potenza di fuoco analoga. Scorponok si trasforma prima in scorpione e poi in robot gigantesco, con Zarak come testa. Ma Fortress Maximus lo emula, con Cerebros come testa.
I due giganti si scontrano con violenza, devastando ogni cosa.
Fortress riesce a sopraffare Scorponok e Cerebros entra all’interno del Decepticon, liberando gli prima il gruppo di Autobot prigionieri e poi la coppia Arcee/Daniel.
Il ritardo causato da questo secondo salvataggio dĂ alla Camera il tempo di aprirsi; le sue energie saturano Cybertron ed emergono in superficie, devastando tutti gli Autobot.
Scorponok fugge, portando con sé i Decepticon, ma una raffica di energia lo raggiunge e lo scaglia senza controllo nello spazio.
Spike e i Nebulani, spogliatisi delle loro armature cyborg, sono gli unici a restare in piedi. Ma è tardi per chiudere la Camera: le sue energie hanno sovraccaricato il sole, che sta per diventare Nova.
Grazie a Optimus Prime, Spike ha un’idea: mentre lui disattiva la Camera, i Nebulani convertono i propulsori stellari costruiti da Galvatron in assorbitori energetici.
Una volta attivati, gli assorbitori risucchiano dal sole l’energia in eccesso, dirigendola verso Vector Sigma. Il supercomputer la riceve e la ridireziona in tutto il pianeta, riportandolo letteralmente all’Epoca dell’Oro e riattivando tutti gli Autobot caduti in battaglia.
Gli Autobot festeggiano e persino il riluttante Cerebros deve prendere atto del miracolo.
Optimus Prime lo incarica di guidare la forza Autobot incaricata di distruggere le Macchine dell’Alveare su Nebulos; terminato questo compito, Cerebros potrà vivere in pace per sempre su quel mondo, come suo guardiano.
Ma Scorponok è sopravvissuto e Galvatron progetta di saccheggiare la galassia e costruire un nuovo mondo, più potente dello stesso Cybertron. Già si vede come signore assoluto dell’intera galassia. Non si rende conto che Zarak ha progetti analoghi per se stesso.
Le note
Contrariamente alle stagioni precedenti, The Rebirth non ha una sigla con materiale d’animazione originale, ma piuttosto una collezione di brevi sequenze animate tratte dagli spot televisivi dei modellini (o dalla sigla della Stagione 3).
Il riassunto introduttivo, esposto dalla sinistra voce di Victor Caroli, dà maggiori dettagli sugli effetti dell’Energia Al Plasma, che può distruggere persino intere stelle.
All’interno di Scorponok, Monzo (cioè il Nebulano che nel Profilo Marvel praticava la lotta libera) tortura Daniel fino a danneggiargli l’exo-suit e a farlo strillare di dolore.
Due episodi prima, Daniel era stato azzannato da Snapdragon e ferito così gravemente da renderlo invalido.
E’ singolare che una simile violenza su un bambino sia sfuggita alle forbici della censura.
Anche la strage di Autobot attuata dai Decepticon di Galvatron, in quest’ottica censoria che vieta che i “buoni” della situazione facciano una brutta fine, è un evento raro.
Se il motivo della strage era quello di sfoltire le fila dei Transformer per fare spazio ai nuovi modellini, allora l’obiettivo è stato raggiunto solo a metà : nei Decepticon restano in funzione personaggi come i Combaticon.
Tra i Combaticon all’interno di Scorponok compare anche Blades.
Nella visione di Optimus Prime, la Chiave brandita da Alpha Trion cambia forma col movimento della stessa.
Nella serie a fumetti Marvel (e poi in War Within della Dreamwave), Cybertron possiede motori stellari sin dal piĂą remoto passato.
Cybertron è raffigurato come un pianeta incredibilmente piccolo, rispetto alla Terra.
Non si parla di devastazioni gravitazionali sul nostro pianeta, come accadde invece in The Ultimate Doom.
Quando Spike si rivolge a Gort e ad Arcana per ordinare loro di togliersi le corazze, questi sono raffigurati non con il loro aspetto cyborg, ma come due Highbrow e Brainstorm in miniatura.
La modalità alternativa di Cerebros, che dovrebbe essere quella di un modulo computerizzato, è invece una versione in miniatura della modalità di base di Fortress Maximus.
Nella scena finale su Nebulos, i Nebulani Headmaster alle spalle di Optimus Prime sono grandi quasi quanto lui.
Nella celebrazione conclusiva, compare Bumblebee. A fianco di Goldbug.
Su Nebulos, Daniel si trasforma nella testa di Arcee, ma quando è al suo interno indossa ancora l’exo-suit.
Galleria degli errori dell'episodio.
Le frasi
Galvatron: “At last, Cybertron is mine!”
Ultra Magnus: “You haven't even made the down payment, Galvatron!”
Galvatron: “Finalmente, Cybertron è mio!”
Ultra Magnus: “Non hai pagato neanche la caparra, Galvatron!”
Galvatron: “Are you out of your minds? You call yourselves Decepticons? Allowing these filthy organic beings to co-habitate your bodies??”
Galvatron: “Siete fuori di testa? Avete il coraggio di definirvi Decepticon? E consentite a questi luridi esseri organici di coabitare nei vostri corpi??”
Alpha Trion: “The key to the plasma energy chamber. No harm must befall it. It is the key to a miracle!”
Alpha Trion: “La Chiave Della Camera dell’Energia Al Plasma. Non le deve essere causato alcun danno. E’ la chiave per un miracolo!”
Spike: “This is where the Hive lived before they developed their mental powers, so they must have operated the machines by manual remote controls like this one, which means now I can use the machines to rebuild this city.”
Cerebros: “Into what?”
Spike: “You're gonna find out, 'cause you're gonna be part of it!”
Spike: “Qui è dove l’Alveare viveva prima di sviluppare i suoi poteri mentali, per cui le macchine dovevano essere attivate tramite comandi a distanza come questo, il che significa che adesso io posso usare le macchine per ricostruire questa città .”
Cerebros: “In cosa?”
Spike: “Lo scoprirai, perché tu ne sarai parte!”
Gort: “We've got to stop it by destroying that key.”
Brainstorm: “He's right! It's the simplest solution!”
Optimus Prime: “No! They key must be kept safe at all costs.”
Kup: “Er, whose dumb idea was that?”
Optimus Prime: “Alpha Trion’s.”
Gort: “Dobbiamo fermarla distruggendo la Chiave.”
Brainstorm: “Ha ragione! E’ la soluzione più semplice!”
Optimus Prime: “No! La Chiave deve essere preservata a ogni costo.”
Kup: “Ehm, di chi è questa stupida idea?”
Optimus Prime: “Di Alpha Trion.”
Scourge: “The Autobots are escaping!”
Galvatron: “Let them. In a few moments, the plasma energy will blow the bolts out of them. And we've got to get this oversized shopping center in the air. Now!”
Scourge: “Gli Autobot stanno fuggendo!”
Galvatron: “Lasciali andare. Fra breve, l’Energia Al Plasma gli farà saltare i bulloni. E noi dobbiamo far decollare questo centro commerciale troppo cresciuto. Subito!”
Optimus Prime: “Uh-hh... Spike... shut down plamsa energy chamber!”
Spike: “That won't stop the Sun from exploding!”
Optimus Prime: “Autobots... all gone. Up to you. Vector Sigma... promised a miracle!”
Optimus Prime: “Ah-hh... Spike... chiudi la Camera Dell’Energia Al Plasma!”
Spike: “Ciò non impedirà al sole di esplodere!”
Optimus Prime: “Gli Autobot... tutti andati. Sta a te. Vector Sigma... ha promesso un miracolo!”
Optimus Prime: “The Golden Age of Cybertron has come again, Cerebros. Thanks to you and Spike. You don't have to fight anymore.”
Optimus Prime: “L’Età dell’Oro di Cybertron è giunta di nuovo, Cerebros. Grazie a te e a Spike. Non devi più combattere.”
Galvatron: “It's a miracle we finally got this flying junkpile of yours stabilized!”
Zarak: “You were the idiot who opened the plasma energy chamber, Galvatron.”
Galvatron: “Silence! There's much to do. We will attack other planets, we will suck them dry, we will rebuild a planet a hundred times more powerful than Cybertron! And I will rule the galaxy!”
Zarak: “Who will rule the galaxy?”
Galvatron: “Me!! It is my destiny!!”
Zarak: “We shall see, Galvatron. We shall see...”
Galvatron: “E’ un miracolo che ci sia finalmente riuscito di stabilizzare questa tua montagna di rottami volante!”
Zarak: “Sei tu l’idiota che ha aperto la Camera Dell’Energia Al Plasma, Galvatron.”
Galvatron: “Silenzio! C’è molto da fare. Attaccheremo altri pianeti, li prosciugheremo e ricostruiremo un pianeta cento volte più potente di Cybertron! E io governerò la galassia!”
Zarak: “Chi governerà la galassia?”
Galvatron: “Io!! E’ il mio destino!!”
Zarak: “Staremo a vedere, Galvatron. Staremo a vedere...”
Le osservazioni
Nonostante il ritmo frenetico, la quantitĂ di personaggi e il gran numero di eventi che si susseguono, il finale di The Rebirth riesce a raggiungere un tono adeguatamente epico, configurandosi contemporaneamente come una conclusione e un nuovo inizio.
Come già detto per la Stagione 3, il fascino della saga dei Transformer è che, per ogni avventura che giunge a un suo culmine, c’è sempre un finale aperto, che lascia intendere che la vita di questi personaggi prosegue comunque. Il fiabesco e ingenuo lieto fine del “vissero tutti felici e contenti” è accantonato in favore di una più realistica prospettiva: a breve termine, il sogno di una vita si può anche realizzare, ma prima o poi bisogna sempre fare i conti col cambiamento.
E’ ciò che promettono prima le gentili (e pietose) parole di Optimus Prime a Cerebros e poi la minaccia di Galvatron all’intera galassia. Frasi ben calcolate, che fungono da sipario a questa avventura, ma che contengono anche il germe di molte altre potenziali vicende future (quelle che, appunto, si sarebbero dovute sviluppare nel resto della Stagione 4).
La sensazione di chiusura complessiva di un capitolo è data anche e soprattutto dall’uso accorto dei personaggi e dei manufatti della mitologia Transformer, che The Rebirth raduna e rielabora in un insieme adeguatamente consistente.
Ma in realtà questo, da solo, non può bastare: la caratteristica narrativa che porta questa miniserie un po’ al di sopra di altre produzioni è l’uso accorto e intelligente della metafora, che nel finale può essere riassunta dalla semplice definizione di “creazione dalla distruzione”. Può sembrare una sciocchezza che qualunque autore è in grado di attuare, ma l’esperienza ha dimostrato fin troppo spesso che di solito accade il contrario: i nuovi autori tendono a fare tabula rasa del passato per dare spazio alle proprie idee, ma raramente si preoccupano di partire da una continuità ideale e simbolica. The Rebirth ottiene invece proprio questo risultato, fedelmente al titolo stesso che le è stato attribuito: dalla scompaginazione delle carte giunge infine un nuovo ordine (Nebulos), che rinnova e continua il vecchio (Cybertron) senza rinnegarlo.
L’operazione è accompagnata da una struttura narrativa molto classica e molto ben gestita, che costruisce un crescendo veramente da manuale, ma senza cedere eccessivamente agli stereotipi.
Ecco quindi che l’attesa battaglia tra i due titani Headmaster ha luogo, ma non è il fulcro della vicenda (cosa che sarebbe stata fin troppo scontata), bensì solo una fase per giungere al vero apice.
Nello sterminio finale, in cui ogni speranza sembra perduta e tutti i Transformer sono ormai fuori combattimento, la salvezza giunge dai personaggi più improbabili, che dimostrano di valere quanto (ma non di più) i loro compagni robotici. Il senso di compiutezza, di cerchio che si chiude, non è dato solo dal ritorno all’Età dell’Oro di Cybertron, ma anche e soprattutto dalla citazione esplicita dell’analogo finale di Five Faces Of Darkness, dove l’alleanza tra Autobot ed esseri umani si dimostrava altrettanto determinante.
La soddisfazione per questo finale è oscurata quindi solo dal rimpianto di non aver avuto una serie completa che sviluppasse le potenzialità delle idee introdotte.
Una parziale consolazione è però giunta molti anni dopo, quando nella rivoluzione delle serie Beast l’eredità di The Rebirth è ricomparsa all’improvviso e prepotentemente.
La struttura di base di The Rebirth è infatti riproposta (involontariamente?) nella serie di Beast Machines del 1999.
In apparenza, si tratta di semplici eventi, già di per sé essenziali, come per esempio la rivelazione che l’Oracolo di Best Machines racchiude lo stesso Vector Sigma o il fatto che la stessa Camera Dell’Energia Al Plasma venga ancora una volta spalancata.
Con un esame più attento, si arriva ai nodi stessi della vicenda: un’entità mitica della storia dei Transformer (Vector Sigma/L’Oracolo) incarica il capo dei buoni (Optimus Prime degli Autobot/Optimus Primal dei Maximal) di un compito confuso e in apparenza insensato, che alla fine porterà alla rinascita fisica di Cybertron, inaugurando una nuova epoca.
Per rispettare la tradizione, il cerchio si chiude nuovamente e l’epica si rinnova come nessuno si sarebbe mai aspettato potesse accadere.
Di David Wise
La trama
Con la sua potenza, Scorponok mette in fuga gli Autobot, ma non prima di aver catturato Arcee e, di conseguenza, la Chiave della Camera Dell’Energia Al Plasma.
Radunati i Decepticon, Scorponok decolla e lascia Nebulos, alla volta di Cybertron.
Optimus Prime e gli Autobot partono al suo inseguimento, ma Spike e Cerebros restano su Nebulos, per tentare di trovare una risposta alla potenza del mostruoso Scorponok.
Spike riattiva Cerebros e, vincendo le sue reticenze, si fa condurre alla città di superficie che era stata abbandonata dall’Alveare.
Su Cybertron, i Combaticon sterminano gli Aerialbot e terminano l’edificazione di giganteschi motori stellari. Galvatron dà ordine che, dai corpi degli Autobot caduti, venga estratto il carburante necessario per alimentare i motori.
Ultra Magnus e i Protectobot contrattaccano, ma vengono a loro volta annientati da Scorponok, che giunge sul pianeta in quel momento.
Galvatron reagisce con furia all’idea del legame binario tra i Decepticon e i luridi esseri organici Nebulani; Zarak, però, ha dalla sua non solo Scorponok, ma anche la Chiave della Camera Dell’Energia Al Plasma.
La nave di Optimus Prime giunge alle coordinate di Cybertron, solo per scoprire che è scomparso. Gli Autobot sono sbalorditi, ma Optimus capisce subito che il pianeta deve essere stato spostato artificialmente e diretto verso la Terra.
Zarak e Monzo torturano Daniel finché Arcee non consegna loro la Chiave.
Ricevuta la Chiave, Galvatron si appresta ad aprire nuovamente la Camera, ma secondo i propri tempi.
Spike e Cerebros disattivano le Macchine che difendono la città abbandonata e le riprogrammano per ricostruirla in qualcos’altro.
Optimus Prime e i suoi Autobot raggiungono Cybertron, scoprono cos’è successo grazie al superstite Ultra Magnus.
Gort e Brainstorm vorrebbero distruggere la Chiave, ma Optimus Prime si oppone, per eseguire la volontĂ di Alpha Trion e di Vector Sigma.
I Nebulani Headmaster e Targetmaster, guidati da Gort, si ribellano e si precipitano da soli a distruggere la Chiave.
Ma sia gli Autobot sia i Nebulani vengono catturati quando si introducono all’interno di Scorponok, parcheggiato sul pianeta in modalità di base.
Negli abissi di Cybertron, Galvatron riattiva la Camera, con un temporizzatore di dieci minuti che gli permetterĂ di andarsene prima che Cybertron e la Terra vengano distrutti.
Su Cybertron giunge la base volante di Fortress Maximus, cioè il prodotto del lavoro di Spike e di Cerebros, ora uniti nel legame Headmaster.
Scorponok lo attacca, ma le due unitĂ hanno potenza di fuoco analoga. Scorponok si trasforma prima in scorpione e poi in robot gigantesco, con Zarak come testa. Ma Fortress Maximus lo emula, con Cerebros come testa.
I due giganti si scontrano con violenza, devastando ogni cosa.
Fortress riesce a sopraffare Scorponok e Cerebros entra all’interno del Decepticon, liberando gli prima il gruppo di Autobot prigionieri e poi la coppia Arcee/Daniel.
Il ritardo causato da questo secondo salvataggio dĂ alla Camera il tempo di aprirsi; le sue energie saturano Cybertron ed emergono in superficie, devastando tutti gli Autobot.
Scorponok fugge, portando con sé i Decepticon, ma una raffica di energia lo raggiunge e lo scaglia senza controllo nello spazio.
Spike e i Nebulani, spogliatisi delle loro armature cyborg, sono gli unici a restare in piedi. Ma è tardi per chiudere la Camera: le sue energie hanno sovraccaricato il sole, che sta per diventare Nova.
Grazie a Optimus Prime, Spike ha un’idea: mentre lui disattiva la Camera, i Nebulani convertono i propulsori stellari costruiti da Galvatron in assorbitori energetici.
Una volta attivati, gli assorbitori risucchiano dal sole l’energia in eccesso, dirigendola verso Vector Sigma. Il supercomputer la riceve e la ridireziona in tutto il pianeta, riportandolo letteralmente all’Epoca dell’Oro e riattivando tutti gli Autobot caduti in battaglia.
Gli Autobot festeggiano e persino il riluttante Cerebros deve prendere atto del miracolo.
Optimus Prime lo incarica di guidare la forza Autobot incaricata di distruggere le Macchine dell’Alveare su Nebulos; terminato questo compito, Cerebros potrà vivere in pace per sempre su quel mondo, come suo guardiano.
Ma Scorponok è sopravvissuto e Galvatron progetta di saccheggiare la galassia e costruire un nuovo mondo, più potente dello stesso Cybertron. Già si vede come signore assoluto dell’intera galassia. Non si rende conto che Zarak ha progetti analoghi per se stesso.
Le note
Contrariamente alle stagioni precedenti, The Rebirth non ha una sigla con materiale d’animazione originale, ma piuttosto una collezione di brevi sequenze animate tratte dagli spot televisivi dei modellini (o dalla sigla della Stagione 3).
Il riassunto introduttivo, esposto dalla sinistra voce di Victor Caroli, dà maggiori dettagli sugli effetti dell’Energia Al Plasma, che può distruggere persino intere stelle.
All’interno di Scorponok, Monzo (cioè il Nebulano che nel Profilo Marvel praticava la lotta libera) tortura Daniel fino a danneggiargli l’exo-suit e a farlo strillare di dolore.
Due episodi prima, Daniel era stato azzannato da Snapdragon e ferito così gravemente da renderlo invalido.
E’ singolare che una simile violenza su un bambino sia sfuggita alle forbici della censura.
Anche la strage di Autobot attuata dai Decepticon di Galvatron, in quest’ottica censoria che vieta che i “buoni” della situazione facciano una brutta fine, è un evento raro.
Se il motivo della strage era quello di sfoltire le fila dei Transformer per fare spazio ai nuovi modellini, allora l’obiettivo è stato raggiunto solo a metà : nei Decepticon restano in funzione personaggi come i Combaticon.
Tra i Combaticon all’interno di Scorponok compare anche Blades.
Nella visione di Optimus Prime, la Chiave brandita da Alpha Trion cambia forma col movimento della stessa.
Nella serie a fumetti Marvel (e poi in War Within della Dreamwave), Cybertron possiede motori stellari sin dal piĂą remoto passato.
Cybertron è raffigurato come un pianeta incredibilmente piccolo, rispetto alla Terra.
Non si parla di devastazioni gravitazionali sul nostro pianeta, come accadde invece in The Ultimate Doom.
Quando Spike si rivolge a Gort e ad Arcana per ordinare loro di togliersi le corazze, questi sono raffigurati non con il loro aspetto cyborg, ma come due Highbrow e Brainstorm in miniatura.
La modalità alternativa di Cerebros, che dovrebbe essere quella di un modulo computerizzato, è invece una versione in miniatura della modalità di base di Fortress Maximus.
Nella scena finale su Nebulos, i Nebulani Headmaster alle spalle di Optimus Prime sono grandi quasi quanto lui.
Nella celebrazione conclusiva, compare Bumblebee. A fianco di Goldbug.
Su Nebulos, Daniel si trasforma nella testa di Arcee, ma quando è al suo interno indossa ancora l’exo-suit.
Galleria degli errori dell'episodio.
Le frasi
Galvatron: “At last, Cybertron is mine!”
Ultra Magnus: “You haven't even made the down payment, Galvatron!”
Galvatron: “Finalmente, Cybertron è mio!”
Ultra Magnus: “Non hai pagato neanche la caparra, Galvatron!”
Galvatron: “Are you out of your minds? You call yourselves Decepticons? Allowing these filthy organic beings to co-habitate your bodies??”
Galvatron: “Siete fuori di testa? Avete il coraggio di definirvi Decepticon? E consentite a questi luridi esseri organici di coabitare nei vostri corpi??”
Alpha Trion: “The key to the plasma energy chamber. No harm must befall it. It is the key to a miracle!”
Alpha Trion: “La Chiave Della Camera dell’Energia Al Plasma. Non le deve essere causato alcun danno. E’ la chiave per un miracolo!”
Spike: “This is where the Hive lived before they developed their mental powers, so they must have operated the machines by manual remote controls like this one, which means now I can use the machines to rebuild this city.”
Cerebros: “Into what?”
Spike: “You're gonna find out, 'cause you're gonna be part of it!”
Spike: “Qui è dove l’Alveare viveva prima di sviluppare i suoi poteri mentali, per cui le macchine dovevano essere attivate tramite comandi a distanza come questo, il che significa che adesso io posso usare le macchine per ricostruire questa città .”
Cerebros: “In cosa?”
Spike: “Lo scoprirai, perché tu ne sarai parte!”
Gort: “We've got to stop it by destroying that key.”
Brainstorm: “He's right! It's the simplest solution!”
Optimus Prime: “No! They key must be kept safe at all costs.”
Kup: “Er, whose dumb idea was that?”
Optimus Prime: “Alpha Trion’s.”
Gort: “Dobbiamo fermarla distruggendo la Chiave.”
Brainstorm: “Ha ragione! E’ la soluzione più semplice!”
Optimus Prime: “No! La Chiave deve essere preservata a ogni costo.”
Kup: “Ehm, di chi è questa stupida idea?”
Optimus Prime: “Di Alpha Trion.”
Scourge: “The Autobots are escaping!”
Galvatron: “Let them. In a few moments, the plasma energy will blow the bolts out of them. And we've got to get this oversized shopping center in the air. Now!”
Scourge: “Gli Autobot stanno fuggendo!”
Galvatron: “Lasciali andare. Fra breve, l’Energia Al Plasma gli farà saltare i bulloni. E noi dobbiamo far decollare questo centro commerciale troppo cresciuto. Subito!”
Optimus Prime: “Uh-hh... Spike... shut down plamsa energy chamber!”
Spike: “That won't stop the Sun from exploding!”
Optimus Prime: “Autobots... all gone. Up to you. Vector Sigma... promised a miracle!”
Optimus Prime: “Ah-hh... Spike... chiudi la Camera Dell’Energia Al Plasma!”
Spike: “Ciò non impedirà al sole di esplodere!”
Optimus Prime: “Gli Autobot... tutti andati. Sta a te. Vector Sigma... ha promesso un miracolo!”
Optimus Prime: “The Golden Age of Cybertron has come again, Cerebros. Thanks to you and Spike. You don't have to fight anymore.”
Optimus Prime: “L’Età dell’Oro di Cybertron è giunta di nuovo, Cerebros. Grazie a te e a Spike. Non devi più combattere.”
Galvatron: “It's a miracle we finally got this flying junkpile of yours stabilized!”
Zarak: “You were the idiot who opened the plasma energy chamber, Galvatron.”
Galvatron: “Silence! There's much to do. We will attack other planets, we will suck them dry, we will rebuild a planet a hundred times more powerful than Cybertron! And I will rule the galaxy!”
Zarak: “Who will rule the galaxy?”
Galvatron: “Me!! It is my destiny!!”
Zarak: “We shall see, Galvatron. We shall see...”
Galvatron: “E’ un miracolo che ci sia finalmente riuscito di stabilizzare questa tua montagna di rottami volante!”
Zarak: “Sei tu l’idiota che ha aperto la Camera Dell’Energia Al Plasma, Galvatron.”
Galvatron: “Silenzio! C’è molto da fare. Attaccheremo altri pianeti, li prosciugheremo e ricostruiremo un pianeta cento volte più potente di Cybertron! E io governerò la galassia!”
Zarak: “Chi governerà la galassia?”
Galvatron: “Io!! E’ il mio destino!!”
Zarak: “Staremo a vedere, Galvatron. Staremo a vedere...”
Le osservazioni
Nonostante il ritmo frenetico, la quantitĂ di personaggi e il gran numero di eventi che si susseguono, il finale di The Rebirth riesce a raggiungere un tono adeguatamente epico, configurandosi contemporaneamente come una conclusione e un nuovo inizio.
Come già detto per la Stagione 3, il fascino della saga dei Transformer è che, per ogni avventura che giunge a un suo culmine, c’è sempre un finale aperto, che lascia intendere che la vita di questi personaggi prosegue comunque. Il fiabesco e ingenuo lieto fine del “vissero tutti felici e contenti” è accantonato in favore di una più realistica prospettiva: a breve termine, il sogno di una vita si può anche realizzare, ma prima o poi bisogna sempre fare i conti col cambiamento.
E’ ciò che promettono prima le gentili (e pietose) parole di Optimus Prime a Cerebros e poi la minaccia di Galvatron all’intera galassia. Frasi ben calcolate, che fungono da sipario a questa avventura, ma che contengono anche il germe di molte altre potenziali vicende future (quelle che, appunto, si sarebbero dovute sviluppare nel resto della Stagione 4).
La sensazione di chiusura complessiva di un capitolo è data anche e soprattutto dall’uso accorto dei personaggi e dei manufatti della mitologia Transformer, che The Rebirth raduna e rielabora in un insieme adeguatamente consistente.
Ma in realtà questo, da solo, non può bastare: la caratteristica narrativa che porta questa miniserie un po’ al di sopra di altre produzioni è l’uso accorto e intelligente della metafora, che nel finale può essere riassunta dalla semplice definizione di “creazione dalla distruzione”. Può sembrare una sciocchezza che qualunque autore è in grado di attuare, ma l’esperienza ha dimostrato fin troppo spesso che di solito accade il contrario: i nuovi autori tendono a fare tabula rasa del passato per dare spazio alle proprie idee, ma raramente si preoccupano di partire da una continuità ideale e simbolica. The Rebirth ottiene invece proprio questo risultato, fedelmente al titolo stesso che le è stato attribuito: dalla scompaginazione delle carte giunge infine un nuovo ordine (Nebulos), che rinnova e continua il vecchio (Cybertron) senza rinnegarlo.
L’operazione è accompagnata da una struttura narrativa molto classica e molto ben gestita, che costruisce un crescendo veramente da manuale, ma senza cedere eccessivamente agli stereotipi.
Ecco quindi che l’attesa battaglia tra i due titani Headmaster ha luogo, ma non è il fulcro della vicenda (cosa che sarebbe stata fin troppo scontata), bensì solo una fase per giungere al vero apice.
Nello sterminio finale, in cui ogni speranza sembra perduta e tutti i Transformer sono ormai fuori combattimento, la salvezza giunge dai personaggi più improbabili, che dimostrano di valere quanto (ma non di più) i loro compagni robotici. Il senso di compiutezza, di cerchio che si chiude, non è dato solo dal ritorno all’Età dell’Oro di Cybertron, ma anche e soprattutto dalla citazione esplicita dell’analogo finale di Five Faces Of Darkness, dove l’alleanza tra Autobot ed esseri umani si dimostrava altrettanto determinante.
La soddisfazione per questo finale è oscurata quindi solo dal rimpianto di non aver avuto una serie completa che sviluppasse le potenzialità delle idee introdotte.
Una parziale consolazione è però giunta molti anni dopo, quando nella rivoluzione delle serie Beast l’eredità di The Rebirth è ricomparsa all’improvviso e prepotentemente.
La struttura di base di The Rebirth è infatti riproposta (involontariamente?) nella serie di Beast Machines del 1999.
In apparenza, si tratta di semplici eventi, già di per sé essenziali, come per esempio la rivelazione che l’Oracolo di Best Machines racchiude lo stesso Vector Sigma o il fatto che la stessa Camera Dell’Energia Al Plasma venga ancora una volta spalancata.
Con un esame più attento, si arriva ai nodi stessi della vicenda: un’entità mitica della storia dei Transformer (Vector Sigma/L’Oracolo) incarica il capo dei buoni (Optimus Prime degli Autobot/Optimus Primal dei Maximal) di un compito confuso e in apparenza insensato, che alla fine porterà alla rinascita fisica di Cybertron, inaugurando una nuova epoca.
Per rispettare la tradizione, il cerchio si chiude nuovamente e l’epica si rinnova come nessuno si sarebbe mai aspettato potesse accadere.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








