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Iscritto il: 05/08/2006
Località: Taranto
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34. L’ultima battaglia sulla Terra (parte 1)
34. L’ultima battaglia sulla Terra (parte 1)
Titolo originale: Saigo no Chikyū Daikessen (Zenpen)
Titolo edizione italiana: Nello spazio vicino alla Terra
Scritto da: Yoshihisa Araki
Prima messa in onda in Giappone: 25 marzo 1988
Mentre l’astronave Maximus si approssima finalmente alla Terra, uno strano evento si consuma sul pianeta: sotto lo sguardo incredulo e terrorizzato di alcuni turisti in visita ad Atene, un anfiteatro di 2.200 anni viene utilizzato dai Decepticon Cloni come postazione di lancio. Un razzo emerge infatti dal sottosuolo per essere poi inviato nello spazio. Arrivata in orbita, la capsula si apre, rivelando un satellite artificiale.
Poco dopo, il transatlantico Queen World viene affondato da Predaking e Bruticus nell’Oceano Atlantico, a 2 chilometri da Lisbona.
Spike osserva la situazione da Città Autobot, dove si trova per coordinare le operazioni di ricostruzione della Terra. I due eventi sono avvenuti sulla stessa linea di latitudine, e Spike giunge alla conclusione che sulla stessa traiettoria possa trovarsi anche la base sotterranea dei Decepticon. Una brutta sorpresa per i terrestri, che credevano non ci fossero più nemici sul pianeta!
Poiché il programma dei lavori di ricostruzione non può permettersi soste e Fortress è ancora nello spazio, Spike chiede agli Autobot a sua disposizione di intervenire per fermare queste incursioni dei Decepticon, e prevenire ogni possibile pericolo per il pianeta. Si mobilitano così i Protectobot, gli Autobot Cloni e i Throttlebot.
Nel frattempo gli Autobot dell’astronave Maximus, ancora ignari di quanto sta accadendo, proseguono la ricerca di Scorponok nello spazio: la mancanza di risultati spinge Fortress a ordinare di portare i motori della nave al massimo.
Daniel intanto è ancora preoccupato per Sixshot e discute con Wheelie anche del fatto che Scorponok sembra aver fatto perdere le sue tracce. Il ragazzo è naturalmente preoccupato per il destino della Terra e dei suoi genitori: Arcee ascolta tutto e non può fare a meno di constatare quanto sia maturato Daniel durante questo lungo periodo nello spazio.
Chromedome dal canto suo manifesta imbarazzo per aver fatto perdere tempo ai compagni con il suo duello, ma Pointblank lo tranquillizza, invitandolo a non perdere il suo spirito guerriero. L’inedito cameratismo sviluppatosi fra i due (un tempo accesi rivali) non sfugge agli altri Autobot Headmaster, che si divertono pertanto a canzonare il loro caposquadra.
C’è poco tempo per scherzare, però: sia Pointblank che Fortress ritengono infatti che Scorponok sia ormai riuscito ad arrivare sulla Terra. A tal proposito Fortress contatta Città Autobot per essere informato delle novità e in questo modo apprende da Metroplex dei recenti e drammatici eventi portati avanti dai Decepticon che erano rimasti nascosti dopo la cacciata di Scorponok.
Quindi l’astronave Maximus entra nell’atmosfera terrestre portando a sua insaputa con sé anche un clandestino: è Sixshot, miracolosamente scampato alla distruzione di Giunone.
Le manovre dei Decepticon intanto stanno proseguendo: a Canberra, in Australia, una misteriosa Torre della Morte (Death Tower) è spuntata dal sottosuolo e a difenderla c’è Bruticus, che attacca i Protectobot giunti sul posto a controllare la situazione. Il gruppo è quindi costretto a unirsi in Defensor per affrontare il nemico.
Una seconda Torre della Morte sorge però in Sud America, difesa stavolta da Predaking, che affronta i Throttlebot e gli Autobot Cloni.
L’astronave Maximus è invece giunta sulla terraferma e Sixshot abbandona il suo nascondiglio, non senza rivolgere fra sé e sé un saluto all’amico Daniel.
Fortress viene quindi raggiunto da Metroplex, che lo informa della comparsa delle due Torri della Morte. Non ci sono invece segnali che possano rivelare la presenza di Scorponok sul pianeta. Subito gli Autobot Targetmaster decidono di partire in missione: Chromedome si offre di seguirli, ma Pointblank lo invita a restare a disposizione di Fortress.
Gli Autobot analizzano dunque i dati a loro disposizione: Fortress non ha dubbi che la comparsa delle due torri sia collegata in qualche modo ai piani per la distruzione della Terra. Inoltre, poiché le torri sono comparse sulla stessa linea di latitudine nell’emisfero australe, Fortress ipotizza che ben presto ne appariranno altre due nell’emisfero boreale.
Il briefing viene interrotto da Arcee, che rivela come l’aereo che stava portando Spike e Carly in Sud America è stato costretto a un atterraggio d’emergenza sulle Ande e non c’è nessuna notizia sul destino dei viaggiatori. Daniel si dispera per la sorte dei genitori e così Chromedome si offre subito volontario per andare a controllare. Il ragazzo però chiede e ottiene di poter partecipare alla missione. Gli Autobot Headmaster, Daniel e Wheelie partono dunque per le Ande a bordo dei Trainbot.
Fortress incontra quindi Punch, che gli rivela di aver perso le tracce di Scorponok presso lo Stretto di Gibilterra. Scorponok infatti gli aveva ordinato di uscire in ricognizione e ne aveva approfittato per sparire all’improvviso. Punch promette comunque di raccogliere nuove informazioni.
Gli Autobot Targetmaster arrivano alla Torre della Morte in Sud America, che viene subito analizzata da Sureshot. Predaking tenta di fermarli, ma viene abbattuto facilmente. Il rivelatore di Sureshot, però, esplode nel momento in cui la torre si attiva, liberando dei misteriosi raggi di energia che oscurano letteralmente il cielo.
I Trainbot invece arrivano sulle Ande, dove trovano Spike sano e salvo: i suoi compagni di viaggio (fra cui Carly) sono però finiti su una sporgenza in un crepaccio molto stretto. Gli Autobot non possono raggiungerli e Carly ha perso conoscenza, per cui qualcuno deve calarsi a recuperarla: inoltre bisogna fare in fretta perché la temperatura sta scendendo rapidamente. Con coraggio è Daniel a farsi carico del compito.
In Australia invece Bruticus riesce ad abbattere Defensor. I Decepticon Cloni gli impediscono però di sferrare il colpo di grazia perché non c’è tempo, bisogna infatti ripartire in fretta. Con un ultimo slancio Defensor tenta di fermare i nemici, ma viene abbattuto dai raggi rilasciati dalla Torre della Morte.
La forza dei raggi emessi dalle Torri della Morte aumenta gradualmente d’intensità, causando danni su larga scala. Il raggio d’azione ormai arriva fino alle Ande.
Daniel porta quindi a termine il salvataggio di Carly sotto lo sguardo attento dei compagni.
Fortress invece giunge alla conclusione che le Torri della Morte servono a estrarre energia direttamente dal nucleo terrestre. Arcee gli chiede se ci siano possibilità di distruggerle, ma poiché non è possibile prevedere quali conseguenze il gesto possa avere, Fortress decide di aspettare.
Subito dopo Fortress viene informato da Chromedome che Daniel è riuscito a salvare Carly. Fortress è sorpreso e chiede che siano fatti i suoi complimenti al ragazzo.
Bruticus e i Decepticon Cloni si incontrano invece con Sixshot, che apprende da loro come, quando tutto sarà compiuto, potranno ricongiungersi a Scorponok, che li aspetta al Polo Nord. Bruticus viene quindi inviato ad affrontare gli Autobot. Rimasto solo con i Cloni, Sixshot apprende anche che il satellite lanciato nello spazio servirà a raccogliere l’energia al plasma che verrà liberata dalla distruzione della Terra. Una volta ottenute le informazioni che gli servono, Sixshot abbatte i due Cloni.
Fortress intanto ha raggiunto Daniel e i suoi genitori presso le Ande, dove si complimenta con il ragazzo per il suo coraggio: Arcee gli fa eco.
Ancora una volta c’è però poco tempo per discutere. Gli Autobot Targetmaster arrivano infatti sul luogo con i dati raccolti analizzando la Torre della Morte sudamericana.
Durante un veloce briefing all’interno dell’astronave Maximus, Sureshot informa i compagni che le torri sono costruite con un materiale indistruttibile di un’antica civiltà, il Metallo Crysmag, che emette onde elettromagnetiche quando entra in contatto con fonti di energia.
La situazione si complica, mentre una terza Torre della Morte fa la sua comparsa a Washington, nel giardino antistante la Casa Bianca.
NOTE
Spike si stupisce della presenza di truppe Decepticon sulla Terra: infatti il pianeta sembrava essere stato liberato dai nemici alla fine di Rischio la mia vita per la Terra. Come è invece evidente, i Decepticon non avevano abbandonato il pianeta, ma si erano invece nascosti in attesa dell’occasione buona per sferrare il loro attacco.
I Throttlebot fanno la loro ricomparsa dopo che sembravano essere periti nella distruzione della Fregata Autobot in L’arrivo del meteorite demone.
Anche i Protectobot ritornano dopo la fugace apparizione all’inizio di Operazione: Distruggere i Decepticon, dove li avevamo visti sul pianeta Master. Poiché il loro intervento in Australia avviene prima dell’arrivo dell’astronave Maximus bisogna supporre che siano rientrati sulla Terra autonomamente (non è dato sapere in che modo).
Quando gli Autobot devono liberare i superstiti del disastro aereo delle Ande dal crepaccio in cui sono finiti sono bloccati dal passaggio troppo stretto. Curiosamente gli Autobot Headmaster non pensano di utilizzare la loro forma robotica semplice, con la quale avrebbero potuto tranquillamente compiere l’impresa. Naturalmente questa “dimenticanza” è propedeutica a fornire un ruolo da protagonista a Daniel, che nella puntata dimostra la sua crescita e il suo senso di responsabilità. Nella circostanza Wheelie ironizza su chi abbia realmente il comando, vista la decisione con cui Daniel prende le sue decisioni e impartisce ordini ai compagni per portare a termine l’impresa.
Il Metallo Crysmag viene chiamato Alfalcon nel doppiaggio italiano (dove è attribuito ad Atlantide). Nei sottotitoli dei DVD Metrodome è invece indicato come Gliss. Non si fa accenno alla sua origine, che risale al continente scomparso di Lemuria, come sarà spiegato nella puntata successiva.
La puntata è stata trasmessa per la prima volta il 25 marzo 1988 insieme alla precedente.
Titolo originale: Saigo no Chikyū Daikessen (Zenpen)
Titolo edizione italiana: Nello spazio vicino alla Terra
Scritto da: Yoshihisa Araki
Prima messa in onda in Giappone: 25 marzo 1988
Mentre l’astronave Maximus si approssima finalmente alla Terra, uno strano evento si consuma sul pianeta: sotto lo sguardo incredulo e terrorizzato di alcuni turisti in visita ad Atene, un anfiteatro di 2.200 anni viene utilizzato dai Decepticon Cloni come postazione di lancio. Un razzo emerge infatti dal sottosuolo per essere poi inviato nello spazio. Arrivata in orbita, la capsula si apre, rivelando un satellite artificiale.
Poco dopo, il transatlantico Queen World viene affondato da Predaking e Bruticus nell’Oceano Atlantico, a 2 chilometri da Lisbona.
Spike osserva la situazione da Città Autobot, dove si trova per coordinare le operazioni di ricostruzione della Terra. I due eventi sono avvenuti sulla stessa linea di latitudine, e Spike giunge alla conclusione che sulla stessa traiettoria possa trovarsi anche la base sotterranea dei Decepticon. Una brutta sorpresa per i terrestri, che credevano non ci fossero più nemici sul pianeta!
Poiché il programma dei lavori di ricostruzione non può permettersi soste e Fortress è ancora nello spazio, Spike chiede agli Autobot a sua disposizione di intervenire per fermare queste incursioni dei Decepticon, e prevenire ogni possibile pericolo per il pianeta. Si mobilitano così i Protectobot, gli Autobot Cloni e i Throttlebot.
Nel frattempo gli Autobot dell’astronave Maximus, ancora ignari di quanto sta accadendo, proseguono la ricerca di Scorponok nello spazio: la mancanza di risultati spinge Fortress a ordinare di portare i motori della nave al massimo.
Daniel intanto è ancora preoccupato per Sixshot e discute con Wheelie anche del fatto che Scorponok sembra aver fatto perdere le sue tracce. Il ragazzo è naturalmente preoccupato per il destino della Terra e dei suoi genitori: Arcee ascolta tutto e non può fare a meno di constatare quanto sia maturato Daniel durante questo lungo periodo nello spazio.
Chromedome dal canto suo manifesta imbarazzo per aver fatto perdere tempo ai compagni con il suo duello, ma Pointblank lo tranquillizza, invitandolo a non perdere il suo spirito guerriero. L’inedito cameratismo sviluppatosi fra i due (un tempo accesi rivali) non sfugge agli altri Autobot Headmaster, che si divertono pertanto a canzonare il loro caposquadra.
C’è poco tempo per scherzare, però: sia Pointblank che Fortress ritengono infatti che Scorponok sia ormai riuscito ad arrivare sulla Terra. A tal proposito Fortress contatta Città Autobot per essere informato delle novità e in questo modo apprende da Metroplex dei recenti e drammatici eventi portati avanti dai Decepticon che erano rimasti nascosti dopo la cacciata di Scorponok.
Quindi l’astronave Maximus entra nell’atmosfera terrestre portando a sua insaputa con sé anche un clandestino: è Sixshot, miracolosamente scampato alla distruzione di Giunone.
Le manovre dei Decepticon intanto stanno proseguendo: a Canberra, in Australia, una misteriosa Torre della Morte (Death Tower) è spuntata dal sottosuolo e a difenderla c’è Bruticus, che attacca i Protectobot giunti sul posto a controllare la situazione. Il gruppo è quindi costretto a unirsi in Defensor per affrontare il nemico.
Una seconda Torre della Morte sorge però in Sud America, difesa stavolta da Predaking, che affronta i Throttlebot e gli Autobot Cloni.
L’astronave Maximus è invece giunta sulla terraferma e Sixshot abbandona il suo nascondiglio, non senza rivolgere fra sé e sé un saluto all’amico Daniel.
Fortress viene quindi raggiunto da Metroplex, che lo informa della comparsa delle due Torri della Morte. Non ci sono invece segnali che possano rivelare la presenza di Scorponok sul pianeta. Subito gli Autobot Targetmaster decidono di partire in missione: Chromedome si offre di seguirli, ma Pointblank lo invita a restare a disposizione di Fortress.
Gli Autobot analizzano dunque i dati a loro disposizione: Fortress non ha dubbi che la comparsa delle due torri sia collegata in qualche modo ai piani per la distruzione della Terra. Inoltre, poiché le torri sono comparse sulla stessa linea di latitudine nell’emisfero australe, Fortress ipotizza che ben presto ne appariranno altre due nell’emisfero boreale.
Il briefing viene interrotto da Arcee, che rivela come l’aereo che stava portando Spike e Carly in Sud America è stato costretto a un atterraggio d’emergenza sulle Ande e non c’è nessuna notizia sul destino dei viaggiatori. Daniel si dispera per la sorte dei genitori e così Chromedome si offre subito volontario per andare a controllare. Il ragazzo però chiede e ottiene di poter partecipare alla missione. Gli Autobot Headmaster, Daniel e Wheelie partono dunque per le Ande a bordo dei Trainbot.
Fortress incontra quindi Punch, che gli rivela di aver perso le tracce di Scorponok presso lo Stretto di Gibilterra. Scorponok infatti gli aveva ordinato di uscire in ricognizione e ne aveva approfittato per sparire all’improvviso. Punch promette comunque di raccogliere nuove informazioni.
Gli Autobot Targetmaster arrivano alla Torre della Morte in Sud America, che viene subito analizzata da Sureshot. Predaking tenta di fermarli, ma viene abbattuto facilmente. Il rivelatore di Sureshot, però, esplode nel momento in cui la torre si attiva, liberando dei misteriosi raggi di energia che oscurano letteralmente il cielo.
I Trainbot invece arrivano sulle Ande, dove trovano Spike sano e salvo: i suoi compagni di viaggio (fra cui Carly) sono però finiti su una sporgenza in un crepaccio molto stretto. Gli Autobot non possono raggiungerli e Carly ha perso conoscenza, per cui qualcuno deve calarsi a recuperarla: inoltre bisogna fare in fretta perché la temperatura sta scendendo rapidamente. Con coraggio è Daniel a farsi carico del compito.
In Australia invece Bruticus riesce ad abbattere Defensor. I Decepticon Cloni gli impediscono però di sferrare il colpo di grazia perché non c’è tempo, bisogna infatti ripartire in fretta. Con un ultimo slancio Defensor tenta di fermare i nemici, ma viene abbattuto dai raggi rilasciati dalla Torre della Morte.
La forza dei raggi emessi dalle Torri della Morte aumenta gradualmente d’intensità, causando danni su larga scala. Il raggio d’azione ormai arriva fino alle Ande.
Daniel porta quindi a termine il salvataggio di Carly sotto lo sguardo attento dei compagni.
Fortress invece giunge alla conclusione che le Torri della Morte servono a estrarre energia direttamente dal nucleo terrestre. Arcee gli chiede se ci siano possibilità di distruggerle, ma poiché non è possibile prevedere quali conseguenze il gesto possa avere, Fortress decide di aspettare.
Subito dopo Fortress viene informato da Chromedome che Daniel è riuscito a salvare Carly. Fortress è sorpreso e chiede che siano fatti i suoi complimenti al ragazzo.
Bruticus e i Decepticon Cloni si incontrano invece con Sixshot, che apprende da loro come, quando tutto sarà compiuto, potranno ricongiungersi a Scorponok, che li aspetta al Polo Nord. Bruticus viene quindi inviato ad affrontare gli Autobot. Rimasto solo con i Cloni, Sixshot apprende anche che il satellite lanciato nello spazio servirà a raccogliere l’energia al plasma che verrà liberata dalla distruzione della Terra. Una volta ottenute le informazioni che gli servono, Sixshot abbatte i due Cloni.
Fortress intanto ha raggiunto Daniel e i suoi genitori presso le Ande, dove si complimenta con il ragazzo per il suo coraggio: Arcee gli fa eco.
Ancora una volta c’è però poco tempo per discutere. Gli Autobot Targetmaster arrivano infatti sul luogo con i dati raccolti analizzando la Torre della Morte sudamericana.
Durante un veloce briefing all’interno dell’astronave Maximus, Sureshot informa i compagni che le torri sono costruite con un materiale indistruttibile di un’antica civiltà, il Metallo Crysmag, che emette onde elettromagnetiche quando entra in contatto con fonti di energia.
La situazione si complica, mentre una terza Torre della Morte fa la sua comparsa a Washington, nel giardino antistante la Casa Bianca.
NOTE
Spike si stupisce della presenza di truppe Decepticon sulla Terra: infatti il pianeta sembrava essere stato liberato dai nemici alla fine di Rischio la mia vita per la Terra. Come è invece evidente, i Decepticon non avevano abbandonato il pianeta, ma si erano invece nascosti in attesa dell’occasione buona per sferrare il loro attacco.
I Throttlebot fanno la loro ricomparsa dopo che sembravano essere periti nella distruzione della Fregata Autobot in L’arrivo del meteorite demone.
Anche i Protectobot ritornano dopo la fugace apparizione all’inizio di Operazione: Distruggere i Decepticon, dove li avevamo visti sul pianeta Master. Poiché il loro intervento in Australia avviene prima dell’arrivo dell’astronave Maximus bisogna supporre che siano rientrati sulla Terra autonomamente (non è dato sapere in che modo).
Quando gli Autobot devono liberare i superstiti del disastro aereo delle Ande dal crepaccio in cui sono finiti sono bloccati dal passaggio troppo stretto. Curiosamente gli Autobot Headmaster non pensano di utilizzare la loro forma robotica semplice, con la quale avrebbero potuto tranquillamente compiere l’impresa. Naturalmente questa “dimenticanza” è propedeutica a fornire un ruolo da protagonista a Daniel, che nella puntata dimostra la sua crescita e il suo senso di responsabilità. Nella circostanza Wheelie ironizza su chi abbia realmente il comando, vista la decisione con cui Daniel prende le sue decisioni e impartisce ordini ai compagni per portare a termine l’impresa.
Il Metallo Crysmag viene chiamato Alfalcon nel doppiaggio italiano (dove è attribuito ad Atlantide). Nei sottotitoli dei DVD Metrodome è invece indicato come Gliss. Non si fa accenno alla sua origine, che risale al continente scomparso di Lemuria, come sarà spiegato nella puntata successiva.
La puntata è stata trasmessa per la prima volta il 25 marzo 1988 insieme alla precedente.

La luna di Cybertron
"We must never lose sight of the fact that upon this Earth we are Titans, and such power must be used wisely!"








