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Iscritto il: 05/08/2006
Località: Taranto
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25. L’imperatore della distruzione scompare nel ghiaccio
25. L’imperatore della distruzione scompare nel ghiaccio
Titolo originale: Hyōzan ni Kieta Hakai Taitei
Titolo edizione italiana: L’Imperatore del male scompare nel ghiaccio
Scritto da: Yoshihisa Araki
Prima messa in onda in Giappone: 29 gennaio 1988
Sulla Terra, Sixshot raduna i Combaticon, gli Stunticon, i Terrorcon e gli Horrorcon per sferrare un massiccio attacco alle basi Autobot sul pianeta.
A Città Autobot, Fortress e gli Autobot Headmaster analizzano la situazione: gli attacchi simultanei di Sixshot e dei suoi Decepticon hanno portato alla caduta di cinque basi e nelle restanti è stata ora imposta la legge marziale. Il gruppo nota come Scorponok non si sia fatto vedere recentemente. Fortress decide di non lanciarsi in iniziative avventate, ma di raccogliere prima informazioni sulle reali intenzioni dei nemici: Twincast si mobilita immediatamente.
Metroplex è anche impaziente di entrare in azione per vendicare la morte di Ultra Magnus, ma Chromedome, pur comprendendo le sue intenzioni, lo prega di pazientare. Inoltre Fortress gli fa notare che un suo coinvolgimento diretto in battaglia metterebbe a rischio la banca dati Autobot di cui il gigantesco robot è depositario.
Nello stesso momento giunge la comunicazione che anche l’avamposto n.8 è sotto attacco nemico: i Technobot si uniscono in Computron e corrono sul posto. Defensor invece si reca all’avamposto n.3, anch’esso sotto attacco.
Metroplex acconsente a non scendere in battaglia, ma chiede che Galvatron al momento opportuno sia lasciato a lui.
Su Chaar, Galvatron osserva le recenti imprese di Sixshot ed esterna grande soddisfazione. Cyclonus e Scourge, gelosi dell’attenzione tributata al robot-ninja confabulano tra loro infastiditi e Galvatron li deride.
Intanto Counterpunch cerca informazioni sul Grande Progetto di Galvatron: al momento le ingenti scorte di Energon raccolte in giro per l’universo sono ancora tutte al loro posto. Uscendo dal deposito di scorte, Counterpunch si imbatte in Galvatron, al quale riferisce che il grande spiegamento di forze contro le basi Autobot rende Chaar vulnerabile ai nemici. Galvatron però non si preoccupa della cosa, perché ritiene improbabile che qualcuno possa fare presente un simile dettaglio agli Autobot. L’Imperatore è infatti sicuro che non ci siano traditori fra le fila dei Decepticon. Counterpunch cerca quindi di estorcergli astutamente informazioni sul suo piano, ma l’unica risposta di Galvatron è che con la prossima battaglia si farà la Storia.
Counterpunch si allontana in fretta per fare rapporto a Fortress: Cyclonus e Scourge lo notano, ma non sospettano di nulla.
Galvatron si dirige sulla Terra per portare a termine il suo Progetto.
Punch arriva a Città Autobot a fare rapporto. La conclusione a cui tutti giungono è che Galvatron voglia far esplodere la Terra, magari avvalendosi di Scorponok, fatto che giustificherebbe la sua momentanea assenza dalla scena.
Su indicazione di Steeljaw, Twincast individua Scorponok all’avamposto Autobot n.11, in Alaska, dove tutti gli abitanti sono stati sterminati. Sixshot però arriva sul posto e attacca i due: Twincast viene sconfitto e Steeljaw corre a cercare aiuto.
Su Athenia, Spike, Wheelie e Daniel osservano preoccupati la situazione sulla Terra. Spike vorrebbe subito contattare Fortress per chiedergli di contrattaccare, ma Arcee gli spiega che il comandante non intende muoversi senza prima conoscere le intenzioni dei nemici. Il gruppo decide quindi di aspettare e osservare l’evolversi della situazione.
Counterpunch torna al Quartier Generale Decepticon terrestre e continua a cercare informazioni sul Progetto di Galvatron: a un certo punto si imbatte in Scourge, che fortunatamente continua a non avere sospetti sul suo conto. Successivamente riesce ad ascoltare una conversazione tra Galvatron e Sixshot. Questi informa l’Imperatore che Scorponok si trova all’avamposto 11 e che probabilmente intende far esplodere la Terra. A questo punto Galvatron rivela finalmente le sue intenzioni, che consistono nell’inglobare l’intero pianeta Terra nel suo corpo per trasformarsi così nella gigantesca entità Grand Galvatron, in grado di dominare l’universo. Per poter realizzare il suo scopo e proteggere il suo unico punto debole, la testa, Galvatron avrà comunque bisogno di molti componenti che i suoi guerrieri più fidati dovranno sacrificare per la causa. E Sixshot dovrà essere il primo fra questi.
Counterpunch, di nascosto, osserva tutta la scena e corre a riferire a Fortress. Uscendo dalla stanza Galvatron lo nota allontanarsi.
Fortress si prepara a raggiungere l’Alaska. Metroplex gli chiede nuovamente di poter partecipare alla battaglia e stavolta ottiene il permesso. Punch riesce a salire a bordo dell’astronave Maximus in partenza e, durante il viaggio, riferisce i piani di Galvatron a Fortress. L’occasione migliore è approfittare della rivalità fra Galvatron e Scorponok per attaccare.
In Alaska, Scorponok e i Decepticon Headmaster individuano i siti ideali per piazzare le cariche che faranno esplodere il pianeta. Sixshot arriva sul posto, apparentemente per stringere un patto con Scorponok.
Galvatron arriva in Alaska e ordina a Scorponok di consegnargli il suo transtector. Scorponok rifiuta. L’arrivo degli Autobot costringe i due a rinviare la questione.
Metroplex attacca Sixshot per vendicare Ultra Magnus. Gli Autobot Headmaster invece combattono contro Galvatron. Scorponok, dal canto suo, muove immediatamente contro l’astronave Maximus.
Mentre la battaglia infuria, Steeljaw presta soccorso a Twincast.
Galvatron da solo riesce a tenere testa ai quattro Autobot Headmaster. Punch avverte gli amici che il punto debole del nemico è la testa: Galvatron capisce quindi che il fedele Counterpunch era in realtà una spia degli Autobot.
Gli Autobot Headmaster attaccano con la Head Formation, ma Galvatron riesce a neutralizzarla colpendo Hardhead e facendolo così uscire dalla formazione.
Gettato nelle fredde acque dell’Alaska proprio da Hardhead, Galvatron viene nuovamente attaccato con la Head Formation. Incrementando la propria energia in modo sorprendente, gli Autobot Headmaster riescono a sconfiggere il nemico e a seppellirlo sotto i ghiacci, ponendo fine alle sue ambizioni di dominio.
La sconfitta di Galvatron costringe Sixshot, Scorponock e i Decepticon Headmaster alla fuga.
NOTE
Il prologo che vede Sixshot riunire le truppe e partire all’attacco delle basi Autobot è assente dall’edizione DVD Metrodome. E’ invece presente nell’edizione televisiva italiana.
I continui spostamenti fra le basi Autobot e Decepticon rendono Punch confuso e gli fanno commettere qualche imprudenza: lo vediamo quindi nascondersi anche quando non dovrebbe o indossare le insegne sbagliate al momento sbagliato. In più di una occasione rischia anche di essere scoperto e solo l’ingenuità di Cyclonus e Scourge (o l’eccessiva sicurezza in se stesso di Galvatron) gli risparmiano il peggio.
Finalmente viene spiegata la reale natura del Grande Progetto di Galvatron, accennato per la prima volta in Battaglia mortale sul pianeta Alveare e poi spiegato in maniera non definitiva nella precedente puntata Ultra Magnus muore!!
Il Grand Galvatron è un’entità meccanica grande come un pianeta, vagamente riconducibile al modello di Unicron (ma dall’aspetto ben più goffo).
Quando Galvatron spiega a Sixshot che ogni soldato Decepticon dovrà sacrificare una parte dei suoi componenti per la creazione di Grand Galvatron, Sixshot non risponde, ma appare abbastanza contrariato. Il suo tentativo di allearsi con Scorponok naturalmente sottolinea la sua contrarietà a fornire a Galvatron i propri componenti. L’alleanza fra i due comunque non arriva a compiersi perché gli eventi corrono troppo in fretta e portano alla morte di Galvatron. Nelle puntate successive i rapporti fra Sixshot e Scorponok saranno al centro di nuove svolte narrative.
Nella battaglia finale di questa puntata, unica eccezione in tutta la serie, lo scorpione meccanico di Scorponok appare più grande dell'astronave Maximus.
La puntata mostra la seconda uscita di scena di Galvatron: curioso notare come basti seppellire nel ghiaccio un nemico che era stato capace anche di sopravvivere all’esplosione ravvicinata di Cybertron (come visto nella puntata 10).
L’uscita di scena di Galvatron segna la piena conclusione della tabula rasa del passato ed è significativo che avvenga per mano degli Headmaster, ormai pieni protagonisti della storia. L’evento è accompagnato da nuove consapevolezze sull’uso della Head Formation, che riesce a liberare molta più energia di quanto gli stessi Headmaster non sospettassero.
Galvatron tornerà comunque in Return of Convoy, storyline successiva a Transformers: Zone, mai trasposta in animazione. Questa resta dunque la sua morte definitiva nel cartoon.
Titolo originale: Hyōzan ni Kieta Hakai Taitei
Titolo edizione italiana: L’Imperatore del male scompare nel ghiaccio
Scritto da: Yoshihisa Araki
Prima messa in onda in Giappone: 29 gennaio 1988
Sulla Terra, Sixshot raduna i Combaticon, gli Stunticon, i Terrorcon e gli Horrorcon per sferrare un massiccio attacco alle basi Autobot sul pianeta.
A Città Autobot, Fortress e gli Autobot Headmaster analizzano la situazione: gli attacchi simultanei di Sixshot e dei suoi Decepticon hanno portato alla caduta di cinque basi e nelle restanti è stata ora imposta la legge marziale. Il gruppo nota come Scorponok non si sia fatto vedere recentemente. Fortress decide di non lanciarsi in iniziative avventate, ma di raccogliere prima informazioni sulle reali intenzioni dei nemici: Twincast si mobilita immediatamente.
Metroplex è anche impaziente di entrare in azione per vendicare la morte di Ultra Magnus, ma Chromedome, pur comprendendo le sue intenzioni, lo prega di pazientare. Inoltre Fortress gli fa notare che un suo coinvolgimento diretto in battaglia metterebbe a rischio la banca dati Autobot di cui il gigantesco robot è depositario.
Nello stesso momento giunge la comunicazione che anche l’avamposto n.8 è sotto attacco nemico: i Technobot si uniscono in Computron e corrono sul posto. Defensor invece si reca all’avamposto n.3, anch’esso sotto attacco.
Metroplex acconsente a non scendere in battaglia, ma chiede che Galvatron al momento opportuno sia lasciato a lui.
Su Chaar, Galvatron osserva le recenti imprese di Sixshot ed esterna grande soddisfazione. Cyclonus e Scourge, gelosi dell’attenzione tributata al robot-ninja confabulano tra loro infastiditi e Galvatron li deride.
Intanto Counterpunch cerca informazioni sul Grande Progetto di Galvatron: al momento le ingenti scorte di Energon raccolte in giro per l’universo sono ancora tutte al loro posto. Uscendo dal deposito di scorte, Counterpunch si imbatte in Galvatron, al quale riferisce che il grande spiegamento di forze contro le basi Autobot rende Chaar vulnerabile ai nemici. Galvatron però non si preoccupa della cosa, perché ritiene improbabile che qualcuno possa fare presente un simile dettaglio agli Autobot. L’Imperatore è infatti sicuro che non ci siano traditori fra le fila dei Decepticon. Counterpunch cerca quindi di estorcergli astutamente informazioni sul suo piano, ma l’unica risposta di Galvatron è che con la prossima battaglia si farà la Storia.
Counterpunch si allontana in fretta per fare rapporto a Fortress: Cyclonus e Scourge lo notano, ma non sospettano di nulla.
Galvatron si dirige sulla Terra per portare a termine il suo Progetto.
Punch arriva a Città Autobot a fare rapporto. La conclusione a cui tutti giungono è che Galvatron voglia far esplodere la Terra, magari avvalendosi di Scorponok, fatto che giustificherebbe la sua momentanea assenza dalla scena.
Su indicazione di Steeljaw, Twincast individua Scorponok all’avamposto Autobot n.11, in Alaska, dove tutti gli abitanti sono stati sterminati. Sixshot però arriva sul posto e attacca i due: Twincast viene sconfitto e Steeljaw corre a cercare aiuto.
Su Athenia, Spike, Wheelie e Daniel osservano preoccupati la situazione sulla Terra. Spike vorrebbe subito contattare Fortress per chiedergli di contrattaccare, ma Arcee gli spiega che il comandante non intende muoversi senza prima conoscere le intenzioni dei nemici. Il gruppo decide quindi di aspettare e osservare l’evolversi della situazione.
Counterpunch torna al Quartier Generale Decepticon terrestre e continua a cercare informazioni sul Progetto di Galvatron: a un certo punto si imbatte in Scourge, che fortunatamente continua a non avere sospetti sul suo conto. Successivamente riesce ad ascoltare una conversazione tra Galvatron e Sixshot. Questi informa l’Imperatore che Scorponok si trova all’avamposto 11 e che probabilmente intende far esplodere la Terra. A questo punto Galvatron rivela finalmente le sue intenzioni, che consistono nell’inglobare l’intero pianeta Terra nel suo corpo per trasformarsi così nella gigantesca entità Grand Galvatron, in grado di dominare l’universo. Per poter realizzare il suo scopo e proteggere il suo unico punto debole, la testa, Galvatron avrà comunque bisogno di molti componenti che i suoi guerrieri più fidati dovranno sacrificare per la causa. E Sixshot dovrà essere il primo fra questi.
Counterpunch, di nascosto, osserva tutta la scena e corre a riferire a Fortress. Uscendo dalla stanza Galvatron lo nota allontanarsi.
Fortress si prepara a raggiungere l’Alaska. Metroplex gli chiede nuovamente di poter partecipare alla battaglia e stavolta ottiene il permesso. Punch riesce a salire a bordo dell’astronave Maximus in partenza e, durante il viaggio, riferisce i piani di Galvatron a Fortress. L’occasione migliore è approfittare della rivalità fra Galvatron e Scorponok per attaccare.
In Alaska, Scorponok e i Decepticon Headmaster individuano i siti ideali per piazzare le cariche che faranno esplodere il pianeta. Sixshot arriva sul posto, apparentemente per stringere un patto con Scorponok.
Galvatron arriva in Alaska e ordina a Scorponok di consegnargli il suo transtector. Scorponok rifiuta. L’arrivo degli Autobot costringe i due a rinviare la questione.
Metroplex attacca Sixshot per vendicare Ultra Magnus. Gli Autobot Headmaster invece combattono contro Galvatron. Scorponok, dal canto suo, muove immediatamente contro l’astronave Maximus.
Mentre la battaglia infuria, Steeljaw presta soccorso a Twincast.
Galvatron da solo riesce a tenere testa ai quattro Autobot Headmaster. Punch avverte gli amici che il punto debole del nemico è la testa: Galvatron capisce quindi che il fedele Counterpunch era in realtà una spia degli Autobot.
Gli Autobot Headmaster attaccano con la Head Formation, ma Galvatron riesce a neutralizzarla colpendo Hardhead e facendolo così uscire dalla formazione.
Gettato nelle fredde acque dell’Alaska proprio da Hardhead, Galvatron viene nuovamente attaccato con la Head Formation. Incrementando la propria energia in modo sorprendente, gli Autobot Headmaster riescono a sconfiggere il nemico e a seppellirlo sotto i ghiacci, ponendo fine alle sue ambizioni di dominio.
La sconfitta di Galvatron costringe Sixshot, Scorponock e i Decepticon Headmaster alla fuga.
NOTE
Il prologo che vede Sixshot riunire le truppe e partire all’attacco delle basi Autobot è assente dall’edizione DVD Metrodome. E’ invece presente nell’edizione televisiva italiana.
I continui spostamenti fra le basi Autobot e Decepticon rendono Punch confuso e gli fanno commettere qualche imprudenza: lo vediamo quindi nascondersi anche quando non dovrebbe o indossare le insegne sbagliate al momento sbagliato. In più di una occasione rischia anche di essere scoperto e solo l’ingenuità di Cyclonus e Scourge (o l’eccessiva sicurezza in se stesso di Galvatron) gli risparmiano il peggio.
Finalmente viene spiegata la reale natura del Grande Progetto di Galvatron, accennato per la prima volta in Battaglia mortale sul pianeta Alveare e poi spiegato in maniera non definitiva nella precedente puntata Ultra Magnus muore!!
Il Grand Galvatron è un’entità meccanica grande come un pianeta, vagamente riconducibile al modello di Unicron (ma dall’aspetto ben più goffo).
Quando Galvatron spiega a Sixshot che ogni soldato Decepticon dovrà sacrificare una parte dei suoi componenti per la creazione di Grand Galvatron, Sixshot non risponde, ma appare abbastanza contrariato. Il suo tentativo di allearsi con Scorponok naturalmente sottolinea la sua contrarietà a fornire a Galvatron i propri componenti. L’alleanza fra i due comunque non arriva a compiersi perché gli eventi corrono troppo in fretta e portano alla morte di Galvatron. Nelle puntate successive i rapporti fra Sixshot e Scorponok saranno al centro di nuove svolte narrative.
Nella battaglia finale di questa puntata, unica eccezione in tutta la serie, lo scorpione meccanico di Scorponok appare più grande dell'astronave Maximus.
La puntata mostra la seconda uscita di scena di Galvatron: curioso notare come basti seppellire nel ghiaccio un nemico che era stato capace anche di sopravvivere all’esplosione ravvicinata di Cybertron (come visto nella puntata 10).
L’uscita di scena di Galvatron segna la piena conclusione della tabula rasa del passato ed è significativo che avvenga per mano degli Headmaster, ormai pieni protagonisti della storia. L’evento è accompagnato da nuove consapevolezze sull’uso della Head Formation, che riesce a liberare molta più energia di quanto gli stessi Headmaster non sospettassero.
Galvatron tornerà comunque in Return of Convoy, storyline successiva a Transformers: Zone, mai trasposta in animazione. Questa resta dunque la sua morte definitiva nel cartoon.

La luna di Cybertron
"We must never lose sight of the fact that upon this Earth we are Titans, and such power must be used wisely!"








