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Iscritto il: 05/08/2006
LocalitĂ : Taranto
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23. Il mistero dell’astronave pirata
23. Il mistero dell’astronave pirata
Titolo originale: Uchū Kaizokusen no Nazo
Titolo edizione italiana: Il mistero del corsaro spaziale
Scritto da: Toyohiro Ando
Prima messa in onda in Giappone: 25 dicembre 1987
Sul pianeta Pirata, i Decepticon Cloni Pounce e Wingspan affrontano i loro rivali, i due Autobot Cloni Fastlane e Cloudraker. Entrambi posseggono infatti metĂ di un idolo dorato a forma di teschio e tentano di strappare la parte mancante ai rivali.
Sixshot arriva ad aiutare i Decepticon Cloni. Gli Autobot Cloni si vedono quindi costretti alla fuga.
Galvatron arriva sul posto e chiede ai Decepticon Cloni se hanno eseguito i suoi ordini e localizzato l’energia nascosta in quel pianeta dai Pirati Spaziali. Per poter fare questo, però, i due Cloni hanno bisogno della metà del teschio in possesso di Fastlane e Cloudraker e quindi partono al loro inseguimento.
I due Autobot Cloni intanto avvisano Fortress che i Decepticon si sono fermati sul pianeta Pirata.
Daniel chiede a Highbrow se il pianeta sia davvero abitato dai pirati: l’Headmaster gli spiega che un tempo quel mondo era usato dai Pirati Spaziali come testa di ponte per assaltare i pianeti vicini, in modo non diverso da come oggi fanno i Decepticon. Al momento Galvatron ha già attaccato 13 pianeti, sottraendo energia da circa la metà di essi. Gli Autobot Headmaster si interrogano su quale possa essere lo scopo di una raccolta così massiccia di energia.
Nel frattempo Highbrow prosegue i suoi tentativi di decifrare il codice relativo al punto debole di MegaZarak. Chromedome come sempre non vede l’ora di affrontare i nemici e Fortress lo invita a mantenere la calma.
L’astronave Maximus giunge quindi presso un cimitero spaziale, pieno di relitti spaziali. Curiosamente, fra le varie astronavi spunta un veliero spaziale, una autentica imbarcazione adattata per il viaggio nel cosmo: sullo scafo sono stati infatti innestati dei propulsori, mentre le vele sono costituite da pannelli solari per raccogliere energia. A prua svetta invece un teschio, che la connota come una nave pirata. Highbrow nota come il teschio emetta degli impulsi e si meraviglia della cosa.
Gli Autobot arrivano quindi sul pianeta Pirata. Nello stesso momento gli Autobot Cloni tentano di sfuggire ai Decepticon, che li stanno braccando senza tregua. I due vengono infine fermati dagli Horrorcon e i Decepticon Cloni si impossessano della loro metĂ del teschio.
Le due metà del teschio vengono consegnate a Galvatron che le unisce: una mappa gli rivela quindi il nascondiglio dell’energia.
Gli Autobot Cloni vengono soccorsi dall’astronave Maximus e fanno così rapporto a Fortress: i due spiegano che la mappa del teschio dorato rivela il luogo in cui i pirati spaziali hanno nascosto l’energia protonica sottratta ai pianeti vicini. Si tratta di un bottino molto importante: l’energia protonica è infatti potente quanto quella al plasma.
Su richiesta di Chromedome, gli Autobot Cloni rivelano anche i motivi che li hanno portati a diventare acerrimi nemici di Pounce e Wingspan, ai quali erano un tempo legati da una forte amicizia. Prima ancora di unirsi rispettivamente ai Decepticon e agli Autobot, i Cloni vivevano insieme sul loro pianeta natale, ma un giorno si separarono e intrapresero due differenti viaggi nello spazio allo scopo di sviluppare i propri poteri. Durante il loro viaggio, Fastlane e Cloudraker trovarono il teschio dorato e subito Pounce e Wingspan cercarono di rubarglielo: i due infatti erano caduti sotto l’influenza di Galvatron e si erano uniti ai Decepticon.
Twincast contatta l’astronave Maximus per rivelare le coordinate in cui si trova l’energia protonica, riferitegli da Punch. Il luogo corrisponde alle rovine di una cava usata dai pirati come nascondiglio. Gli Autobot Headmaster escono subito in missione e rifiutano l’aiuto dei Cloni, ai quali consigliano di riposare.
Gli Autobot Headmaster affrontano i Decepticon ed entrano velocemente in possesso del teschio dorato: Highbrow tenta quindi di decifrare le indicazioni della mappa e riesce così a far emergere dal sottosuolo la piramide in cui è nascosta l’energia. Mentre si interroga su come aprire la spessa porta d’acciaio che chiude l’ingresso, Highbrow viene abbattuto da Galvatron, rimasto ad osservare la scena di nascosto.
Highbrow viene portato da Twincast sull’astronave Maximus e riparato. Ripensando a quanto è accaduto, Highbrow nota come gli impulsi emessi dal teschio dorato per far emergere la piramide fossero simili a quelli del teschio a prua del veliero spaziale.
Galvatron intanto non riesce a entrare nella piramide: neppure lo scorpione meccanico riesce a sfondare l’acciaio che chiude l’ingresso. Soundblaster osserva i Trainbot lasciare il pianeta.
A bordo dei Trainbot, Highbrow tenta di raggiungere il veliero spaziale che contiene la chiave per aprire la piramide. Con lui c’è anche Daniel con l’exo-suit.
Arrivati al cimitero spaziale, i Trainbot prelevano il teschio dalla prua del veliero, ma Sounblaster fa la sua comparsa e ordina che gli sia rivelato il legame fra il teschio e la piramide dei pirati. Daniel riesce però ad attaccare Soundblaster con la sua pistola giocattolo, che Highbrow aveva prudentemente caricato di proiettili veri. Il gruppo può quindi fare ritorno sul pianeta Pirata.
Fortress viene avvertito da Highbrow che la missione ha avuto successo e quindi ordina immediatamente agli Autobot Headmaster di attaccare i Decepticon.
Highbrow arriva sul pianeta e riesce ad aprire la piramide sfruttando il teschio spaziale. I Decepticon Cloni lo inseguono, ma vengono fermati dagli Autobot Cloni.
Scorponok si trasforma in MegaZarak e attacca l’astronave Maximus. Gli Autobot Headmaster lo tengono impegnato il tempo necessario perché Fortress estragga la Master Sword formando così Fortress Maximus.
Gli Autobot Headmaster attuano lo scambio dei transtector e attaccano insieme MegaZarak. Galvatron ordina la ritirata per evitare che MegaZarak consumi le scorte di energia accumulate nella sua stiva.
Gli Autobot esplorano quindi l’interno della piramide, ma scoprono che non contiene energia, bensì una lapide sulla quale il corsaro ha lasciato il suo ultimo monito ai successori: l’energia protonica è infatti instabile e ha portato il pianeta alla desertificazione.
Il viaggio degli Autobot quindi riprende: gli Autobot Cloni sono ancora tristi per il tradimento di Pounce e Wingspan, ma Daniel ricorda loro che ora hanno nuovi amici e questo li rincuora.
Stando alle informazioni raccolte da Twincast i Decepticon hanno completato le loro scorrerie e ora stanno facendo ritorno su Chaar. Fortress ordina quindi di seguirli.
NOTE
L’astronave pirata del titolo è ovviamente il veliero spaziale che gioca un ruolo fondamentale nella vicenda.
I Cloni (Clones) di entrambe le fazioni hanno una modalità robotica identica, ma due alt-mode differenti: le due coppie parlano anche all’unisono.
La pistola di Daniel è quella con cui il ragazzo giocava ai videogame all’inizio di Trovate il punto debole di MegaZarak!!
Titolo originale: Uchū Kaizokusen no Nazo
Titolo edizione italiana: Il mistero del corsaro spaziale
Scritto da: Toyohiro Ando
Prima messa in onda in Giappone: 25 dicembre 1987
Sul pianeta Pirata, i Decepticon Cloni Pounce e Wingspan affrontano i loro rivali, i due Autobot Cloni Fastlane e Cloudraker. Entrambi posseggono infatti metĂ di un idolo dorato a forma di teschio e tentano di strappare la parte mancante ai rivali.
Sixshot arriva ad aiutare i Decepticon Cloni. Gli Autobot Cloni si vedono quindi costretti alla fuga.
Galvatron arriva sul posto e chiede ai Decepticon Cloni se hanno eseguito i suoi ordini e localizzato l’energia nascosta in quel pianeta dai Pirati Spaziali. Per poter fare questo, però, i due Cloni hanno bisogno della metà del teschio in possesso di Fastlane e Cloudraker e quindi partono al loro inseguimento.
I due Autobot Cloni intanto avvisano Fortress che i Decepticon si sono fermati sul pianeta Pirata.
Daniel chiede a Highbrow se il pianeta sia davvero abitato dai pirati: l’Headmaster gli spiega che un tempo quel mondo era usato dai Pirati Spaziali come testa di ponte per assaltare i pianeti vicini, in modo non diverso da come oggi fanno i Decepticon. Al momento Galvatron ha già attaccato 13 pianeti, sottraendo energia da circa la metà di essi. Gli Autobot Headmaster si interrogano su quale possa essere lo scopo di una raccolta così massiccia di energia.
Nel frattempo Highbrow prosegue i suoi tentativi di decifrare il codice relativo al punto debole di MegaZarak. Chromedome come sempre non vede l’ora di affrontare i nemici e Fortress lo invita a mantenere la calma.
L’astronave Maximus giunge quindi presso un cimitero spaziale, pieno di relitti spaziali. Curiosamente, fra le varie astronavi spunta un veliero spaziale, una autentica imbarcazione adattata per il viaggio nel cosmo: sullo scafo sono stati infatti innestati dei propulsori, mentre le vele sono costituite da pannelli solari per raccogliere energia. A prua svetta invece un teschio, che la connota come una nave pirata. Highbrow nota come il teschio emetta degli impulsi e si meraviglia della cosa.
Gli Autobot arrivano quindi sul pianeta Pirata. Nello stesso momento gli Autobot Cloni tentano di sfuggire ai Decepticon, che li stanno braccando senza tregua. I due vengono infine fermati dagli Horrorcon e i Decepticon Cloni si impossessano della loro metĂ del teschio.
Le due metà del teschio vengono consegnate a Galvatron che le unisce: una mappa gli rivela quindi il nascondiglio dell’energia.
Gli Autobot Cloni vengono soccorsi dall’astronave Maximus e fanno così rapporto a Fortress: i due spiegano che la mappa del teschio dorato rivela il luogo in cui i pirati spaziali hanno nascosto l’energia protonica sottratta ai pianeti vicini. Si tratta di un bottino molto importante: l’energia protonica è infatti potente quanto quella al plasma.
Su richiesta di Chromedome, gli Autobot Cloni rivelano anche i motivi che li hanno portati a diventare acerrimi nemici di Pounce e Wingspan, ai quali erano un tempo legati da una forte amicizia. Prima ancora di unirsi rispettivamente ai Decepticon e agli Autobot, i Cloni vivevano insieme sul loro pianeta natale, ma un giorno si separarono e intrapresero due differenti viaggi nello spazio allo scopo di sviluppare i propri poteri. Durante il loro viaggio, Fastlane e Cloudraker trovarono il teschio dorato e subito Pounce e Wingspan cercarono di rubarglielo: i due infatti erano caduti sotto l’influenza di Galvatron e si erano uniti ai Decepticon.
Twincast contatta l’astronave Maximus per rivelare le coordinate in cui si trova l’energia protonica, riferitegli da Punch. Il luogo corrisponde alle rovine di una cava usata dai pirati come nascondiglio. Gli Autobot Headmaster escono subito in missione e rifiutano l’aiuto dei Cloni, ai quali consigliano di riposare.
Gli Autobot Headmaster affrontano i Decepticon ed entrano velocemente in possesso del teschio dorato: Highbrow tenta quindi di decifrare le indicazioni della mappa e riesce così a far emergere dal sottosuolo la piramide in cui è nascosta l’energia. Mentre si interroga su come aprire la spessa porta d’acciaio che chiude l’ingresso, Highbrow viene abbattuto da Galvatron, rimasto ad osservare la scena di nascosto.
Highbrow viene portato da Twincast sull’astronave Maximus e riparato. Ripensando a quanto è accaduto, Highbrow nota come gli impulsi emessi dal teschio dorato per far emergere la piramide fossero simili a quelli del teschio a prua del veliero spaziale.
Galvatron intanto non riesce a entrare nella piramide: neppure lo scorpione meccanico riesce a sfondare l’acciaio che chiude l’ingresso. Soundblaster osserva i Trainbot lasciare il pianeta.
A bordo dei Trainbot, Highbrow tenta di raggiungere il veliero spaziale che contiene la chiave per aprire la piramide. Con lui c’è anche Daniel con l’exo-suit.
Arrivati al cimitero spaziale, i Trainbot prelevano il teschio dalla prua del veliero, ma Sounblaster fa la sua comparsa e ordina che gli sia rivelato il legame fra il teschio e la piramide dei pirati. Daniel riesce però ad attaccare Soundblaster con la sua pistola giocattolo, che Highbrow aveva prudentemente caricato di proiettili veri. Il gruppo può quindi fare ritorno sul pianeta Pirata.
Fortress viene avvertito da Highbrow che la missione ha avuto successo e quindi ordina immediatamente agli Autobot Headmaster di attaccare i Decepticon.
Highbrow arriva sul pianeta e riesce ad aprire la piramide sfruttando il teschio spaziale. I Decepticon Cloni lo inseguono, ma vengono fermati dagli Autobot Cloni.
Scorponok si trasforma in MegaZarak e attacca l’astronave Maximus. Gli Autobot Headmaster lo tengono impegnato il tempo necessario perché Fortress estragga la Master Sword formando così Fortress Maximus.
Gli Autobot Headmaster attuano lo scambio dei transtector e attaccano insieme MegaZarak. Galvatron ordina la ritirata per evitare che MegaZarak consumi le scorte di energia accumulate nella sua stiva.
Gli Autobot esplorano quindi l’interno della piramide, ma scoprono che non contiene energia, bensì una lapide sulla quale il corsaro ha lasciato il suo ultimo monito ai successori: l’energia protonica è infatti instabile e ha portato il pianeta alla desertificazione.
Il viaggio degli Autobot quindi riprende: gli Autobot Cloni sono ancora tristi per il tradimento di Pounce e Wingspan, ma Daniel ricorda loro che ora hanno nuovi amici e questo li rincuora.
Stando alle informazioni raccolte da Twincast i Decepticon hanno completato le loro scorrerie e ora stanno facendo ritorno su Chaar. Fortress ordina quindi di seguirli.
NOTE
L’astronave pirata del titolo è ovviamente il veliero spaziale che gioca un ruolo fondamentale nella vicenda.
I Cloni (Clones) di entrambe le fazioni hanno una modalità robotica identica, ma due alt-mode differenti: le due coppie parlano anche all’unisono.
La pistola di Daniel è quella con cui il ragazzo giocava ai videogame all’inizio di Trovate il punto debole di MegaZarak!!

La luna di Cybertron
"We must never lose sight of the fact that upon this Earth we are Titans, and such power must be used wisely!"








